Il cambio della guardia al vertice delle Capitanerie di Porto, non ha certo sedato il malcontento e silenziato le lamentele all’interno del corpo. E l’ammiraglio Carlone e ora alle prese con un restyling complicato.

Perché se l’ammiraglio Pettorino, invece di gloriarsi di essere stato l’unico Comandante Generale ad aver visitato tutte le sedi periferiche prima dell’addio, si fosse maggiormente concentrato nella soluzione dei reali problemi della Guardia Costiera, ora il successore Carlone non si troverebbe sulle spalle un lavoro complicato. Qual è stata l’utilità di girare l’Italia, sempre in missione e portandosi appresso un codazzo fisso di tre collaboratori (ma in piena pandemia COVID non si poteva risparmiare facendo ricorso alle videocall?)?

Mistero. Un’operazione di facciata che sarà magari servita a convincere il ministro Giovannini a nominarlo subito Commissario Straordinario dell’Autorita di Sistema Portuale dell’Adriatico Centrale, ma che certo non è risultata di nessun aiuto per risolvere i problemi delle capitanerie. Che ora sono tutti sulle spalle di Carlone.

Non è un mistero che il più importante è quello del progressivo ridimensionamento dei poteri della guardia costiera a vantaggio della sempre più protetta Guardia di Finanza. Basta andare sul web per toccare con mano la rabbia che monta all’interno del corpo. Ed è solo un esempio, la lista è lunga…

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Guido Paglia
Classe 1947, romano, è giornalista professionista dal 1973. Ha ricoperto l'incarico di Vicedirettore e Capo della Redazione Romana del Giornale durante la direzione di Indro Montanelli e di Direttore della Comunicazione del Gruppo Cirio-Del Monte e della Lazio Calcio con Sergio Cragnotti. Dal 2002 al 2012 ha lavorato in Rai come Direttore Comunicazione, Relazioni Esterne e Rapporti Istituzionali.

6 Commenti

  1. Infatti.. dal titolo sembrava di dover leggere pagine e pagine di problematiche ma all’improvviso si è bloccato. Da scrivere ci sarebbe tanto…

  2. Articolo senza prospettiva se non quella di accattivatsi il nuovo CG ed infangare il cedente.
    Grazie ma questo tipo di “informazione” non serve.

  3. L’atteggiamento da vipera,pronta a mordere e sputare veleno, purtroppo frequente nel ns paese,non ha mancato di evidenziarsi anche in questa occasione.
    L’accusa lanciata mi sembra estremamente debole ed insignificante e non può certamente obnubilare un più lungo periodo di fecondo Comando,caratterizzato da una presenza di Pettorino su più “difficoltosi campi di battaglia”,di natura operativa ed amministrativa,nei quali l’intero Corpo della Guardia Costiera ha dato conferma della sua vitalità ed importanza per il nostro Paese.
    Tutto ciò, nel solco delle sue tradizioni , ma anche tesaurizzando l’esempio dei precedenti Capi di Corpo.

    L’articolo appare peraltro monco dei più approfonditi dettagli che il buon senso suggerirebbe esternare a latere della negatività del giudizio espresso; sembrerebbe quindi dettato maggiormente da un contrasto personale e basato su elementi di discutibile soggettività.
    Non è trascurabile ancora l’input ispiratore di qualche malevola fonte informativa interna al Corpo o comunque ultronea rispetto alle normali conoscenze giornalistiche dell’autore dell’articolo.

    Torna comunque ovvio che ogni Comandante Generale debba trattare ,tra le sempre crescenti problematiche, quelle più pressanti, tenendo conto della situazione contingente.
    Tra queste, certamente non minoritarie sono quelle relative al personale, fulcro di ogni possibile, ulteriore evoluzione del Corpo.
    La mia pluriennale conoscenza di Carlone mi rende sicuro che, avendo trovato la strada parzialmente sgombra da altri concomitanti impegni trattati dal predecessore( incluso il giro italico dei vari Uffici), saprà dedicarsi con la riconosciuta capacità alla risoluzione di questo e dei nuovi problemi che caratterizzeranno il suo davvero impegnativo mandato.
    Ne sono ampiamente fiducioso!!

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