Brutta gratta da pelare per la Difesa, l’Aeronautica e Leonardo. La prima sassata l’ha tirata Magazine Sicurezza.it, ma senza scendere troppo nei particolari di una vicenda che sta creando grande preoccupazione. Vediamo di capire perché.

La Ase, ex Magneti Marelli divisione Avio, produce per Leonardo i sistemi elettrici che mandano avanti gli elicotteri e gli aerei da addestramento e da combattimento. Cioè, gli M346 (già operativi) e gli M345, i nuovi aerei addestratori che verranno usati dalle Frecce Tricolori per sostituire l’Mb339 ora in funzione. L’Ase è stata acquisita da Francesco Gianni e Raimondo Grassi ed è guidata da Fabrizio Marchetti, commercialista e già socio Ase attraverso la Delta srl. Ora l’Azienda naviga in cattive acque: i bilanci indicano una riqualificazione del debito, legato alla legge 808, come se fosse un ricavo. Unico fine, salvare il patrimonio netto, senza dover per questo ricorrere alla ricapitalizzazione.

Un giochetto finanziario che impensierisce Leonardo. Piazza Montegrappa ha capito lo schema ed è preoccupata per la fornitura dei prodotti elettrici da parte dell’Ase. Ha ben compreso, cioè, che l’azienda fornitrice è in acque finanziare talmente difficili che sarà problematico ottenere i sistemi elettrici che danno corrente al nuovo radar del 346 (aereo addestratore che Leonardo vende in tutto il mondo, Israele compresa) ed al nuovo aereo addestratore 345, che sarà in dotazione alla PAN.La situazione della PDU (Power Distribution Unit) e di ASE è, insomma, molto critica, ma gli azionisti sembra non ne siano consapevoli; o, più semplicemente, facciano finta di non esserlo, alla ricerca di una soluzione in grado di salvare capra e cavoli.

Leonardo ha “di fatto” già rinunciato al loro Starter/Generator brushless, che non riesce a completare le prove di qualifica, sostituendolo con un generatore Skurqa (USA). Ma la questione PDU insieme al Frequency Converter per la versione Combat di M346 stanno seriamente compromettendo i due programmi in ballo. Anche perché gli azionisti di ASE (ecco le capre e i cavoli)  hanno nel frattempo rifiutato un’offerta di 16 M per il 100% di ASE e della controllata  LEAT. In tutto questo, brillano per la loro assenza nella vicenda sia la Difesa che l’Aeronautica. Ma di questi tempi, sembra più la norma che l’eccezione.

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Guido Paglia
Classe 1947, romano, è giornalista professionista dal 1973. Ha ricoperto l'incarico di Vicedirettore e Capo della Redazione Romana del Giornale durante la direzione di Indro Montanelli e di Direttore della Comunicazione del Gruppo Cirio-Del Monte e della Lazio Calcio con Sergio Cragnotti. Dal 2002 al 2012 ha lavorato in Rai come Direttore Comunicazione, Relazioni Esterne e Rapporti Istituzionali.

4 Commenti

  1. L’aeronautica e il suo mentore generale Balborelli sono troppo impegnati a sabotare la capacità aerotattica della Marina per accorgersi dei problemi in casa propria

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