Difesa/Fincantieri, la “debonizzazione” procede a passo di carica

E tre. Dopo essersi sbarazzato del Direttore Risorse Umane (Carlo Cremona, sostituito da Luciano Sale) e del DG Fabio Gallia ( di cui ha assunto le funzioni), l’ineffabile nuovo AD Pierroberto Folgiero ha tolto di scena anche Laura Luigia Martini. Per ora, non l’ha licenziata, si è limitato al passo tecnico di solito propedeutico, sopprimendo gli enti “Corporate Business Development” e “Business Advisor”, fino ad oggi affidati alla “fedelissima” del suo predecessore, Giuseppe Bono. E tanto per rimpolpare un po’ i propri sempre più immensi poteri, ha stabilito che quelle funzioni “sono assunte direttamente dalla Direzione Generale”. Cioè da lui.
Come a dire: della crisi di governo non me ne può fregare di meno; e neppure dell’inevitabile addio del mio “sponsor” draghiano, il capo di gabinetto Antonio Funiciello.
Il perché è molto semplice. Auto promuovendosi anche DG, Folgiero si è non solo raddoppiato la retribuzione, ma soprattutto blindato nel caso in cui il futuro governo avesse in animo di farlo fuori. Costerebbe un botto. L’AD, insomma, si è messo in cassaforte una ricca assicurazione per il futuro. Ben sapendo che se davvero il nuovo esecutivo dovesse essere di centrodestra e a guida Giorgia Meloni, la vendetta di Bono si abbatterebbe senz’altro sulla sua testa. Non è un mistero, infatti, che tra le trasversalissime amicizie del suo predecessore, ci sia proprio un lungo e reciproco rapporto di stima con la leader di FdI (tanto da far prevedere a qualche osservatore un ruolo di punta per Bono nel nuovo governo).
Folgiero, cerca di correre comunque ai ripari. Avrebbe già incaricato alcuni collaboratori di stringere al più presto i rapporti con il governatore del Friuli Venezia Giulia, Fedriga e con il ministro uscente (ma forse anche rientrante) dello Sviluppo Economico) Giorgetti, entrambi leghisti di primo piano.
Patetiche, invece, le mosse per salvarsi del presidente, Claudio Graziano. Che dopo aver giurato eterna fedeltà al suo sponsor, il ministro della Difesa Guerini, ora sta tentando di recuperare i vecchi rapporti con Ignazio La Russa, di cui fu arrogante capo di gabinetto in via XX Settembre, salvo poi buttarsi a pesce con la Pinotti, riuscendo così a strappare la carica di Capo di Stato Maggiore della Difesa al generale dell’AMI Preziosa (una vicenda oscura e mai chiarita completamente).

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