Difesa, le bugie e il “gioco delle tre carte” di Latorre per cercare di restare in sella all’AID

L’ultima puntata della battaglia intrapresa da Nicola Latorre per restare alla guida dell’Agenzia Industrie Difesa, ha del patetico. Perché l’ex-parlamentare dalemiano cerca disperatamente di raccontare all’interno e all’esterno dell’AID una “sua” personale verità che non corrisponde minimamente alla realtà dei fatti.
Nell’ultima sassata a lui dedicata avevamo rivelato della richiesta di colloquio col ministro Guido Crosetto, fissato per il 19 luglio.
In quella sede, il DG aveva raccontato dell’impossibilità di chiudere entro la data di scadenza del suo mandato (metà ottobre) almeno tre grossi affari sul tappeto. Tre come il gioco delle tre carte di cui sembra essere maestro: 1) vendita di aerei ed elicotteri al Niger; 2) fornitura di altri aerei alla Tunisia; 3) piazzamento -sempre all’estero- di velivoli della Guardia di Finanza.
Per portare a termine questi presunti e ghiotti affari -aveva concluso- ho bisogno di una proroga delle mie funzioni almeno fino alla fine dell’anno.
Crosetto aveva registrato e subito affidato agli uffici ministeriali l’incarico di un ‘approfondita istruttoria sulla vicenda. Ottenendo a stretto giro  un risultato inquietante. Perché il colpo di stato filo russo in Niger, renderà ben difficili forniture militari italiane od europee verso quel paese. Perché i fondi attesi in Tunisia da Roma e Bruxelles sono destinati solo al controllo delle frontiere marine. E infine perché i velivoli della GdF sono di difficile piazzamento sui mercati esteri dal momento che i manuali d’uso sono rigorosamente in italiano.
Di fronte a questo responso, il ministro ha giocato d’astuzia: ok ad una proroga per decreto fino al 31 dicembre, ma solo per fare in modo che la responsabilità di questi business a forte rischio sia solo e soltanto di Latorre e non certo del suo successore. Come a dire: vai avanti tu, che a me viene da ridere…
Naturalmente, il DG dell’AID sta ora addirittura cercando di accreditare la panzana della vittoria e di una conferma che  potrebbe poi avere ulteriori estensioni.
E il commento che circola nei corridoi del dicastero di via XX Settembre è impietoso:  si vede che non conosce Crosetto;  o che i suoi nuovi sponsor del centrodestra, facenti parte dell’”orecchietta magica”, non gliel’hanno spiegato per bene.

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