Vecciarelli & Co. hanno finito di sistemare le carte, hanno fatto tutte le ultime limature e sono pronti a presentare ad un annoiato e distratto ministro (la sua priorità e l’unica sua preoccupazione si chiama PD) il necrologio dell’industria aeronautica italiana.

Per carità, non è una novità per noi che lo abbiamo denunciato da tempo e nemmeno per l’industria, visto che i suoi rappresentanti nelle varie audizioni non avevano risparmiato di manifestare preoccupazione, ma pare che ora tutti facciano finta di cascare dal pero. La sintesi è: per comprarsi 8 aerei spia, i jamms,(già obsoleti perché andati fuori produzione) che consentono all’aeronautica di rubare il lavoro che la legge assegna al Dis, all’Aise ed all’Aisi (Gabrielli lo saprà?) ed intercettare tutta l’Italia, sono stati azzerati tutti i programmi di sviluppo aeronautico italiani. Ci spieghiamo meglio: per regalare ad L3 Technologies (azienda americana della difesa) più di tre miliardi, abbiamo sacrificato le risorse per euromale ( European Medium Altitude Long Endurance Remotely Piloted Aircraft System, spesso abbreviato in EuroMALE, è il progetto di un drone europeo prodotto in collaborazione tra Germania, Francia, Italia e Spagna) e per il Tempest ( caccia multiruolo stealth, di sesta generazione, in sviluppo per conto della Royal Air Force del Regno Unito e dell’Aeronautica Militare italiana) nei prossimi 5 anni. Vecciarelli ha deciso di uccidere l’industria areonautica italiana e non solo. Si perché non si tratta solo di alenia ma anche dell’elettronica italiana: non ci sono risorse per due cooperazioni internazionali importanti ed esiziali, perché lui ha voluto i suoi giocattolini che non potrà usare. Che vergogna! E Guerini? Pensa ad altro. Quindi tutto finito, battaglia persa? Non si sa anche se dicono che la cosa abbia preoccupato molto il Presidente dell’Aiad Guido Crosetto che ha un peso non solo industriale ma soprattutto politico. Non tanto con il partito che ha fondato, quanto con lo stesso Draghi, con Giorgetti o con Enrico Letta, amico di infanzia. La sua potrebbe essere una voce pesante se si alzasse pubblicamente a denunciare ciò che sta avvenendo. Lo farà? Chi lo conosce dice che sia stato frenato finora dall’amicizia con Guerini e Recchia e dal fatto che fu anche lui, con Graziano, uno degli sponsor di Vecciarelli, ma che i numeri scritti sulla presentazione lo abbiano fatto trasalire. Ci auguriamo che qualcuno si muova perché il regalo di miliardi alle industria americane e la contestuale distruzione dell’industria italiana, sono inaccettabili. Intanto la cerchia di Vecciarelli sta cercando anche di inventare un nuovo capitolo per non rischiare che i soldi del Recovery plan finiscano nel l’unico capitolo esistente alla difesa per gestire la ricerca che è sotto Segredifesa e che quindi gli toglierebbe la possibilità di gestire ingenti risorse con i metodi fin qui usati con il resto del bilancio. La fame infinita di Presicce, Conserva e Vecciarelli, pare non saziarsi mai. All’insaputa di Guerini. Anche di Recchia?

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Guido Paglia
Classe 1947, romano, è giornalista professionista dal 1973. Ha ricoperto l'incarico di Vicedirettore e Capo della Redazione Romana del Giornale durante la direzione di Indro Montanelli e di Direttore della Comunicazione del Gruppo Cirio-Del Monte e della Lazio Calcio con Sergio Cragnotti. Dal 2002 al 2012 ha lavorato in Rai come Direttore Comunicazione, Relazioni Esterne e Rapporti Istituzionali.

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