Fincantieri/Difesa, i “successi” del generale Graziano non fanno ben sperare per il ROI del colosso cantieristico

La recente nomina, “di alto profilo”, in Fincantieri del Generale Graziano fa sorgere più di un interrogativo sulle reali capacità manageriali della persona.

In una impresa privata, a seguito di analisi ben congegnate supportate da adeguati indicatori di bilancio (ROI), si ottengono delle “foto” dello stato di salute aziendale e questo accade dopo aver investito in una novità (macchinario/soluzione) nella speranza che le operazioni effettuate vadano ad aumentare la redditività di un determinato settore; ma se il ROI, Return on Investiment, restituisce un valore non adeguato alle aspettative che si fa?

Nel caso specifico, specialmente se ci sono in campo investitori di un certo livello, si rimuove la persona che ha “compromesso” la possibilità moltiplicare il capitale investito mandando in fumo denaro e si cerca personale più sveglio, capace e competente.

Ma questo accade nel privato, nel pubblico dovrebbe accadere in linea teorica lo stesso…quanto meno il dirigente all’uopo designato, mettiamo un Comandante di Reggimento, puntando sempre a una filosofia di massima efficienza ed economicità, se fallisce il suo mandato dovrebbe essere penalizzato per quanto riguarda l’avanzamento.

Invece da quando ai vertici è arrivato Graziano Badoglio sono state sovvertite tutte le più elementari regole di meritocrazia e capacità, ma la cosa che più sconvolge che, circondandosi di yesman, non gli sono stati fatti notare alcuni palesi fallimenti in capo al dicastero della Difesa…numeri che erano facilmente prevedibili: se sono abituato ad alzare 100kg di peso quando dovrò alzare per step fino a 200 è chiaro che il bilanciere rimarrà in terra.

Andiamo con ordine, fino a qualche anno fa ogni reparto era dotato di propria autonomia amministrativa e grazie a ciò riusciva a far fronte alle molteplici attivazioni che un reparto (azienda) subiva: dall’inefficienza di un mezzo al crollo di un muro per finire all’intasamento delle fognature della camerate, si può affermare con certezza che alla fine della giornata si aveva il quadro della situazione con una finestra temporale certa di rientro dell’emergenza. Ma ora? Ora non è più cosi.

Abbiamo dei numeri, abbiamo dei dati snocciolati da un Ufficio dello SMD creato proprio durante il regno di Graziano Badoglio, questo Ufficio si occupa di mettere insieme i numeri e metriche di tutto il comparto difesa e fare la fotografia dello stato di salute delle forze armate.

Ora, eliminata l’autonomia amministrativa di ciascun reparto, i numeri mostrano un copioso crollo  dell’efficienza e quello che colpisce maggiormente dopo la lettera del Gen. Pisciotta a inizio anno, che chi scrive non ha contezza dello stato di salute della macchina bellica di cui fa parte…ma proprio zero; nel 2017 uno degli ultimi anni in cui i reparti avevano autonomia amministrativa, avevamo una media di efficienza mezzi Esercito pari al 65% con alcuni reparti che potevano vantare la ragguardevole cifra dell’80% ma purtroppo si trovavano anche delle efficienze al 43% seppur poche…per non parlare della Marina: 50%..

E ora? Al primo semestre del 2021, dopo ben 5 anni di cura Pinotti/Badoglio la media dell’efficienza dei mezzi esercito è scesa al 62%…ben 3 punti percentuali pesantissimi se contiamo che nel frattempo sono stati radiati moltissimi mezzi e introdotti dei nuovi! E se scorriamo troviamo reparti con efficienza al 35%-36% con alcune navi con efficienza 12% (Libeccio) e 10% (Grecale)…praticamente la stessa operatività di una bagnarola in plastica abbandonata… per non parlare della Brigata Alpina a un modestissimo 50% di efficienza! Nel primo caso abbiamo 3 mezzi efficienti ogni 10, mentre gli alpini guardando il loro mezzi allineati fanno la conta: uno si, uno no, uno si , uno no.

Qualcuno potrebbe obiettare: “eh ma i Comandanti devono occuparsi dell’addestramento” non della spesa, si vero sacrosanto, andiamo allora a vedere quali sono i numeri: nel 2021 anche l’addestramento è sceso in termini percentuali; La spiegazione di un trend generale al ribasso è presto detto, mentre Graziano per se voleva il Bar esclusivo a palazzo Esercito (che qualcuno assecondava) e a Bruxelles la stazione appaltante a suo uso e consumo, per il “suo” esercito e forza armata tutta è andato a ribasso in quanto mentre lui poteva acquistarsi a tempo zero padelle e pentole a pressione per le esigenze “di rappresentanza”, i singoli reparti per riparare un mezzo o approntarsi per un addestramento devono, a tutt’oggi, percorrere un iter diabolico; facciamo un esempio: se il 9° rgt alpini, che si trova a L’Aquila, deve far riparare il suo mezzo inefficiente deve chiamare la sua Brigata che si trova a Torino la quale ricerca nella città del Reggimento il meccanico per sistemare il mezzo: …come può una persona da Torino conoscere il tessuto economico e le dinamiche di una città abruzzese? Questo nuovo iter porta via, se tutto va bene, 4-5 mesi e lo stesso dicasi per quel che concerne l’addestramento per non parlare delle indennità addestrative al personale che vengono caricate in busta paga con ben quattro mesi di ritardo (se tutto va bene)…fortuna vuole che almeno i Carabinieri non si sono piegati ai diktat del MEF…e chissà perché solo loro.

Concludendo, voi davanti a questi numeri impietosi e dinamiche fallimentari, con una guerra alle porte, credete davvero che Graziano sia stato individuato per aumentare la redditività di Fincantieri oppure sia una ulteriore mossa per dare un altro poderoso colpo basso ai pilastri all’industria di Stato? Per fortuna a oggi la matematica, fino a prova contraria, è la scienza esatta e se i numeri non vengono opportunamente “addomesticati” i fallimenti vengono fuori e sinceramente il nostro afferramanichini  dopo aver ingessato la macchina amministrativa della forza armata lo avremmo visto più a suo agio in una distilleria…visto che in una intervista ha collocato le Forze Armate Ucraine in Afganistan.

Concludendo ricordiamo a Badoglio che qui non è in Libano e che non ci sono Banche e Figure Terze che possono andargli in aiuto…ma questa sarà un’altra storia.

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