Fincantieri, la “cura Folgiero” non funziona e senza più la protezione di Giavazzi-Funiciello, anche Scannapieco (Cdp) trema

La  competenza premia sempre e si vede. Ma
e’ anche vero che l’incompetenza non si riesce a nascondere.
Già, perché dopo appena 6 mesi, il nuovo management di Fincantieri è allo sbando.
Ha detto “no” anche solo a valutare il progetto di integrazione con Leonardo, sulla scia delle dichiarazioni di Profumo e contraddicendo alcune indicazioni del Ministro Giorgetti (all’epoca al Mise, prima del cambio di Governo).
Tra l’altro, senza nessun elemento oggettivo di giudizio se non quello politico di seguire i campioni draghiani cari al Pd, Giavazzi e Funiciello, che lo ha nominato.

E ora sta massacrando pian piano tutti quei progetti di integrazione cantieristica militare europea avviati in epoca Bono che erano elementi di visione industriale necessari a compensare le difficoltà del mercato civile.
Le fonti interne dicono che gran parte del tempo è speso nella parte Fincantieri infrastrutture, con i vecchi amici di Salini & Co. Così, l’interrogativo sorge spontaneo: non è che l’ineffabile Pierroberto Folgiero vuole magari trasformare la più grande azienda cantieristica in una azienda proprio di infrastrutture, forse per fare concorrenza a Tecnimont da dove proviene?
Fino a Settembre era pronto ad accogliere profughi di sinistra come l’ex-deputato Pd Recchia (Difesa Servizi e braccio sinistro di Guerini), fermandosi giusto un attimo prima della firma del contratto su suggerimento di qualche amico navigato.
Poi non è un mistero che tra Presidente (il borioso alpino Graziano Badoglio) e Amministratore Delegato si fanno un sacco di reciproci dispettucci . Tanto che se l’ex-Chod non è ancora riuscito a portarsi in staff tutti i “fedelissimi” di cui ha bisogno, alla fine pare che il CEO si porterà a bordo un altro militare: l’ammiraglio  Matteo Bisceglia, individuato come il perfetto capo delle strategie; a completare una squadra che di industria sa poco.
Peccato però che l’Ammiraglio Cavo Dragone (CSMD) e l’Ammiraglio Credendino (CSMM) non sopportino poi tanto le ambizioni dell’Ammiraglio Bisceglia, che peraltro sogna addirittura di  fare lui il presidente in Fincantieri (ma si “accontenterebbe” anche di prendere il posto di Carta in Leonardo).
Comunque sia, Folgiero il 16 Ottobre si e’ esibito su La Stampa con una dichiarazione impegnativa:  “Il PNRR non si cambia”. Tempistica perfetta, proprio  mentre il nuovo Governo sta negoziando con l’Europa per trovare condizioni adeguate ad un contesto mutato di cui la stessa Fincantieri finirebbe per beneficiare.

E nel frattempo il debito passa dai 2 miliardi di fine 2021 ai 3miliardi nel 2022;  nei primi nove mesi del 2022 i profitti con l’EBITDA si attestano a 127 milioni (nei primi nove mesi del 2021 erano 330milioni) con il margine che passa dal 7,3% al 3,2%.
Inevitabile, in queste condizioni, che il titolo in borsa si attesti intorno ai 50 centesimi per azione (ridicolo per il settore);  con l’altrettanto inevitabile conseguenza che tra poco bisognerà affrontare una enorme capitalizzazione che la Cdp guidata dal prode Scannapieco dovrà supportare a spese dello Stato.
E meno male che il compianto Giuseppe Bono (proprio domani i funerali) non dovrà assistere alle disastrose conseguenze di certe scelte del sottogoverno dei “migliori”…

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