Proviamo a riavvolgere il nastro. Proviamo a rifare la storia degli ultimi sette anni dei rapporti silenziosamente tumultuosi tra Francesco e quello che fino al 2014 era conosciuto in tutto il mondo come “l’Ospedale del Papa”: il Policlinico Gemelli. Dove era stata salvata la vita a Giovanni Paolo II dopo l’attentato dell’81 da parte di Alì Agca. E dove il Pontefice proclamato santo aveva subito altri dieci ricoveri.

Ne era nato un rapporto strettissimo, culminato tra l’altro, nel ’95, nella Fondazione a suo nome da cui era nato il Gemelli Molise, destinato a diventare anche un polo d’eccellenza nel campo della ricerca scientifica. <br>Passano gli anni, il suo successore Benedetto XVI si dimette e viene eletto Francesco. In un conclave in cui l’avversario più quotato risulta essere l’arcivescovo di Milano, Angelo Scola, cioè il prelato a capo della Fondazione Toniolo, che controlla l’Università Cattolica del Sacro Cuore e quindi anche il Policlinico Gemelli. Un anno più tardi, il 27 giugno del 2014, tutto è pronto per la prima visita ufficiale di Francesco nel nosocomio. Ma all’ultimo momento, con l’apparato di sicurezza schierato lungo tutto il tragitto e dirigenti e personale sanitario già in trepidante attesa, il colpo di scena: il Papa annulla la trasferta. Nessun comunicato ufficiale, solo la debole giustificazione (fatta filtrare ai media compiacenti) di un “improvviso e fortissimo mal di testa”.

E’ la presenza del “rivale” Scola a far fare retromarcia a Francesco? Possibile, ma francamente improbabile, dal momento che il cerimoniale era noto e concordato da giorni. Ma il Gemelli fa subito finta di niente e veicola ai soliti media sempre più compiacenti che la visita è solo rimandata e che verrà rifissata a breve.

Talmente a breve, che da quel giorno sono passati -appunto- sette anni, senza che i giornali e i vaticanisti più accreditati nei palazzi vaticani, si siano mai posti il problema di fare luce sul perché di questa lunghissima “scomunica” di Francesco verso “l’Ospedale del Papa”. Curioso, no? Eppure, in questo arco di tempo, di altre cose strane ne sono accadute. SASSATE le ha puntualmente raccontate (basta consultare l’archivio), senza ricevere mai la minima smentita. Sia dal Vaticano che dal Gemelli. Dalla nascita del Mater Olbia e la contaminazione” islamica con il Qatar, allo “smantellamento” di alcuni reparti di eccellenza a vantaggio del Bambin Gesù (l’Ospedale che invece il Papa ha sempre visitato e coccolato); dalle “infiltrazioni massoniche” nell’establishment dell’Università e del Policlinico (altro tema aborrito da Francesco), alle estemporanee iniziative per privatizzare a scopo di lucro alcuni settori del nosocomio. Silenzio assoluto. <br>E così arriviamo all’inizio di luglio, con l’arrivo in sordina del Pontefice al Gemelli per sottoporsi all’intervento di laparatomia. Con un patto ben preciso: Francesco non vuole vedere nessuno dei responsabili dell’Università e della Fondazione da cui dipende l’Ospedale. Anzi, di piu: per evitare “interferenze” o “fughe di notizie” sull’operazione e sul successivo decorso, si porterà del personale fidato dal Vaticano. E’ la conferma definitiva di un rapporto compromesso e non più recuperabile. Ancora una volta SASSATE lo racconta senza smentite, rivela che il Papa sta monitorando certe trattative per la vendita di ospedali religiosi come quello del Molise o del Fatebenefratelli, ma il Gemelli riesce a nascondere il retroscena grazie ai media compiacenti e completamente asserviti (in cambio di cosa? Magari della disponibilità in fatto di ricoveri dei giornalisti?). E anche quando, nel corso dell’ormai famoso Angelus dal balcone del nosocomio, Francesco attacca frontalmente le dismissioni della sanità religiosa verso i privati in difesa di quella pubblica e gratuita, l’anatema viene subito nascosto e nessun giornale ritiene opportuno approfondire questa messe di significativi indizi. Ora, la situazione è ancora più chiara. Il Papa ha bloccato la vendita del Fatebenefratelli all'”Humanitas” e quella al gruppo Rotelli dell’ospedale di San Giovanni Rotondo (quello di Padre Pio). E sta studiando in maniera approfondita con un gruppo di esperti di sua assoluta fiducia, un corposo dossier sull’Universita’ Cattolica, sulla Fondazione Policlinico Gemelli e sulla trattativa per la vendita del Gemelli Molise (vedi la SASSATA precedente con i particolari sugli avvicendamenti sollecitati), una trattativa che presenta fin troppi punti opachi sulla tracciabilita’ del denaro promesso e sul mantenimento dei posti di lavoro. Perché appare singolare (un po’ com’è accaduto per il Mater Olbia) che sia prevista una “governance” futura in cui l’ex-casa madre romana possa esprimere -con appena il 10 per cento- il Presidente (sempre il solito?) e mezzo CdA. Ma chi e cosa c’è davvero dietro a questa vicenda?

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Guido Paglia
Classe 1947, romano, è giornalista professionista dal 1973. Ha ricoperto l'incarico di Vicedirettore e Capo della Redazione Romana del Giornale durante la direzione di Indro Montanelli e di Direttore della Comunicazione del Gruppo Cirio-Del Monte e della Lazio Calcio con Sergio Cragnotti. Dal 2002 al 2012 ha lavorato in Rai come Direttore Comunicazione, Relazioni Esterne e Rapporti Istituzionali.

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