Governo: Graziano Badoglio si autocandida a ministro della Difesa e chiede di incontrare la Meloni

In attesa di risolvere il delicato problema del trasporto dei suoi bagagli (“possibile che in un’azienda come Fincantieri non ci sia nessuno che si occupa delle valigie?” è stato sentito lamentarsi nei corridoi), l’ineffabile presidente-generale Claudio Graziano Badoglio continua a pensare in grande.
Adesso, non contento del ruolo di semplice rappresentanza nel colosso triestino, si è messo in testa di andare al governo. E sfruttando a quanto pare i vecchi legami con Ignazio La Russa, sta brigando per riuscire ad incontrare la premier “in pectore” Giorgia Meloni.
Obiettivo: convincerla del fatto che se cerca solo “i migliori” per il suo futuro governo, per il dicastero di via XX Settembre non c’è nessuno più adatto di lui. Certo, come no. E giù sghignazzate a ripetizione.
Ma su un ministero come la Difesa, oggi nelle mani di capi di stato maggiore e di altri alti ufficiali che non nascondono in chat le loro personali contrarietà alla vittoria elettorale della leader di Fratelli d’Italia (e quindi dell’imminente smantellamento del sistema di potere del Pd), la Meloni intende affidarsi ad un politico a tutto tondo. Che offra insomma garanzie sull’inevitabile disintossicazione politica e partitica dell’apparato militare, civile e industriale del settore.
E quindi l’alpino potra’ solo dedicarsi alle assunzioni dei suoi “fedelissimi” in Fincantieri. Dove già sbuffano per le sue richieste a ripetizione e perfino l’AD Folgiero comincia ad essere stufo.

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