
TERNA, vale 6 milioni di euro il trasloco della Di Foggia alla presidenza dell’ENI: il dramma del povero De Biasio
Il nodo della leggendaria “severance”, cioè della liquidazione che l’AD di TERNA Giuseppina Di Foggia si era predisposta in caso di mancato rinnovo nell’incarico, e’ arrivato al pettine. Un “risarcimento”, euro più euro meno, che vale qualcosa come 6 milioni.
Perché è vero che la supermanager è stata ora indicata come presidente dell’ENI (con un compenso che si aggirerà sui 500mila euro), ma è anche vero che non si tratta di un incarico a tempo indeterminato come era invece quello di AD in TERNA, dove la Di Foggia era anche DG.
Quindi, secondo alcune interpretazioni, la “severance” potrebbe essere ugualmente invocata e pretesa.
Nossignore, obiettano altri: la Di Foggia non finisce mica a spasso; le sta per essere attribuito un incarico di uguale prestigio e di conseguenza non avrà proprio nulla a che pretendere.
Anche perché, in caso contrario, il faro della Corte dei Conti si accenderà automaticamente con l’ipotesi del “danno erariale”.
Ad occuparsi di risolvere la questione dovrà essere il povero Igor De Biasio, cioè il presidente uscente di TERNA ma anche AD entrante di ENAV. E dovrà pure fare in modo di decidere in fretta, prima delle due assemblee.
Con un osservatore molto interessato: il neo AD della quotata, Pasqualino Monti, che non vede l’ora di sapere se i suoi conti del 2026 partiranno o meno da -6 milioni di euro…


