Abusi edilizi: il sindaco Gualtieri può chiarire se per caso la Direttrice dei Musei Vaticani, Barbara Jatta, e’ “legibus soluta”?

Sono passati 17 anni, ma tutto lascia ritenere che gli abusi edilizi in una delle più prestigiose ville sull’Appia Antica non siano stati demoliti. Perché allora non si spiegherebbe come mai all’XI Municipio nessuno voglia rispondere alla richiesta di informazioni a proposito della “Determinazione Dirigenziale n. 393 del 16/2/2007”. E allora la domanda sorge spontanea: forse perché in quella meravigliosa magione (valore approssimativo 20 milioni di euro) vive con marito e figli la potente Direttrice dei Musei Vaticani, Barbara Jatta?
Ora, non si tratta di indagare sull’entità delle retribuzioni della Jatta e di suo marito, il professore ordinario di Pediatria presso la Facoltà di Medicina della Sapienza, Fabio Midulla, cointestatario con Alberto Clerici della villa. Beati loro.
Il problema è un altro, anzi, a dire la verità, sono due: 1) sono mai stati eseguiti gli ordini di demolizione degli abusi edilizi ordinati dall’XI Municipio dopo l’istruttoria dei vigili urbani? 2) E in caso contrario, come mai chi si occupa di arte ai massimi livelli, avendo una responsabilità unica al mondo, cioè quella di dirigere preservare e curare l’immenso patrimonio artistico racchiuso da secoli nei Musei Vaticani,  per quanto riguarda la propria lussuosa abitazione non applica le regole che valgono per i comuni mortali ?
Barbara Jatta e’ una famosa storica dell’arte (e secondo indiscrezioni molto vicina a Francesca Immacolata Chaouqui, già condannata per la vicenda del “corvo” in Vaticano). Come mai dopo 17 anni nessuno e’ intervenuto? Come mai nessuno ha fatto controlli? Forse qualche potere occulto si e’ mosso felpatamente nell’ombra per garantire protezione, così da non far demolire le opere abusive, magari evitando scientificamente i controlli?
E’ troppo chiedere al sindaco Roberto Gualtieri di disporre un’ispezione per chiarire il mistero? Perché, stando alla famosa Determinazione Dirigenziale, non stiamo parlando di piccole cose, ma di “un ampliamento di superficie residenziale di mq. 30 circa, con chiusura del terrazzo di pertinenza tramite la posa in opera di muratura in elevazione e copertura del tetto a tegole, ad una falda spiovente”; e ancora: “realizzazione di due verande in struttura metallica e vetri sui due lati della palazzina, di dimensioni rispettivamente…” etc.etc
Insomma, degli abusi di notevoli dimensioni.
Non sarebbe neppure finita qui, dal momento che le malelingue parlano anche di ulteriori irregolarità nella costruzione della piscina. Ma anche in questo caso, gli uffici dell’XI Municipio preferiscono trincerarsi dietro le norme sul rispetto della privacy. Quelle stesse norme che però non hanno impedito in passato di far finire sui media molte altre irregolarità nella stessa zona protettissima dell’Appia Antica, una delle più belle e tutelate  (ma evidentemente a indirizzi alterni) di tutta Roma.

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