Si avvicina la fine dell’anno, tutti gli enti stilano un consuntivo e preparano programmi per il 2021. Non dovrebbe sfuggire a questa regola neanche Aero Club d’Italia che vanta il titolo di “ente di diritto pubblico vigilato da ben 4 ministeri” saliti a 5 in questi ultimi anni.

Dovrebbe, ma la realtà appare totalmente diversa. Da quando il presidente Leoni è tornato in carica, ormai quasi 4 mesi or sono, dall’ente non esce un comunicato, né notizie sugli “atti che vengono perfezionati”. Anzi, corre voce che qualche presidente abbia già intimato al direttore generale di rendere pubbliche le decisioni che comportano impegni finanziari così come impone la legge.

Risposte? Non pervenute.

Invece i fronti su cui gli utenti sperano che AeCI cominci ad impegnarsi sono molteplici e complessi. Lo hanno dimostrato non le parole di una cronista qualsiasi, ma le audizioni alle Commissioni di Camera e Senato dei maggiori protagonisti del settore: dal direttore generale di Enac, Alessio Quaranta, a Paolo Pascale, CEO di Tecnam ed erede dei progetti dell’indimenticato ing. Luigi Pascale, ai tanti operatori di aviosuperfici, scuole di volo e aeroclub. Purtroppo il quadro d’insieme dei loro messaggi non lascia presagire nulla di buono né da quello sportivo, né dal punto di vista industriale, né tantomeno da quello dell’occupazione e delle prospettive per i giovani.

Cominciamo dai lavori di Camera e Senato. Dai primi mesi del 2020 vari partiti politici,  hanno cercato di mettere mano a vari disegni di legge per riordinare il volo turistico e i VDS cioè i cosiddetti Ultraleggeri. Anche per un esperto parlamentarista è difficile trovare un argomento che abbia suscitato contemporaneamente tre disegni di legge e molteplici audizioni a Senato e Camera.

Non è stato, soprattutto in tempo di Covid, un esempio di collaborazione e coordinamento, ma tant’è. C’è stato chi, sotto la spinta dei seguaci di Leoni, ha riproposto vecchi regolamenti assolutamente inadatti a diventare legge. Chi ha cavalcato l’idea della avioturismo per cercare di riordinare il segmento terrestre: aviosuperfici, campi di volo, licenze edilizie, salvo poi, astutamente, agganciarsi alla norma sull’aumento dei pesi dei velivoli che l’Europa ci impone di stilare.

Un aspetto suscita meraviglia. Un coro unanime ha auspicato che “i VDS (magari fino a 600 kg? n.d.r.) rimangano sotto la vigilanza di AeCI” e allo stesso tempo ha indicato che AeCI “necessita di una struttura tecnica per adempiere al mandato del MIT”.  Come dire: compriamo una potente auto sportiva che poi vedremo come prendere la patente!

A sentire tanti esperti viene da chiedersi: come ha fatto negli ultimi venti anni AeCI a vigilare su migliaia di velivoli, a motore e senza, migliaia di piloti, centinaia di scuole se, oggi, ci accorgiamo che manca di una struttura tecnica? Semplicemente non lo ha fatto, eludendo una responsabilità di verifica che la legge gli affidava?

Allora le critiche di Sassate, giudicate da qualcuno “pseudogiornalismo becero e gossipparo” non sono così infondate?

La verità emersa è che l’AeCI di Leoni un settore tecnico vero e proprio non ce l’ha e l’unica cosa che fa è una collezione di autocertificazioni, senza esercitare le previste verifiche. Basta verificare numeri e qualifiche dei dipendenti: 25/26, con un solo diplomato ad un istituto tecnico aeronautico, nessun corso di qualificazione o aggiornamento. E, soprattutto, duole dire che questo stato di cose ha fatto comodo a tutti, tranne ai piloti che oggi si ritrovano con mezzi al limite del legale. 

“Da quando è arrivato Leoni verifiche dei pesi non se ne fanno più..” ci ha detto un dipendente che non vuole essere citato.

Ma non è un segreto di stato, è di fronte agli occhi di tutti. E’ stato ammesso durante le audizioni parlamentari. Lo ha ribadito uno dei più noti giornalisti del settore:“La stragrande  maggioranza degli ultraleggeri italiani potrebbe (Sic !! n.d.r.) risultare fuori dai pesi previsti dalle norme”.

Un illecito il cui responsabile primo non può essere altro che l’ente che aveva il dovere di vigilare.

Come è possibile oggi pensare di affidare allo stesso ente il controllo di una classe di velivoli ancora più vasta e di maggiori performance?

Come si può invocare una sanatoria? L’ennesima in questo Paese che dovrebbe solo coprire inefficienze e inadeguatezze di chi per decine di anni ha ricoperto incarichi di cui non aveva capito il significato?

In questo clima di festa c’è qualche sedicente esperto che ritiene che “Babbo Natale ci abbia regalato tre disegni di legge”.

E’ commovente sapere che gente che porta in volo un aereo creda ancora a Babbo Natale!

La realtà è che il mondo politico s’è mosso perché da tanti mesi qualcuno, come Sassate, ha cominciato a denunciare il totale abbandono del settore del volo turistico sportivo e di AeCI da parte delle istituzioni competenti.

Non è il silenzio, invocato da alcuni, che fa cambiare le cose, ma l’azione mirata a individuare responsabilità e a correggere errori. Ma c’è chi è tanto presuntuoso da voler nascondere “il peggio di noi” e tanto sciocco da pensare che funzioni.

Sembra pure che Leoni goda di un altro primato: AeCI, per precisa volontà del suo presidente, non ha neanche considerato di venire in aiuto di aeroclub e scuole di volo VDS sospendendo il pagamento delle quote federative.

Però Leoni non rinuncia ad accreditarsi come un salvatore comunicando che “la P.d.C. ha reso noto di aver iniziato a versare il contributo a fondo perso che vi avevo segnalato”. Peccato si tratti di provvedimenti del governo per tutti gli sport per i quali il nostro Barone non ha avuto alcun ruolo.

Basta un giro su un motore di ricerca per scoprire che molte federazioni hanno già adottato provvedimenti di riduzione/sospensione delle quote federative.

Per tutte citiamo la FIDS, Federazione Italiana Danza Sportiva il cui “Consiglio Federale ha approvato interventi per ulteriori 500.000 €.” Ulteriori, sig. Leoni !!

Ancora più indicative sono le modalità:”180.000 €….agli atleti di interesse nazionale.”.. E quelli del volo che hanno avuto?

“320.000 …. alle associazioni e alle società sportive affiliate… un contributo pari al costo di affiliazione sostenuto per la stagione 2019/2020.”

Provvedimenti che, uniti alla “proroga del tesseramento…portano a 1.200.000 € i contributi elargiti.”

Elargiti dalla Federazione non dal governo! E AeCI?

Il sorridente Leoni cosa ha fatto nel primo consiglio direttivo?

Lesto, lesto ha assegnato un assegno per alta professionalità (circa 40000 €/anno) a chi è stato capo della sua segreteria per quasi dieci anni. Leoni ha promesso di tirar fuori un tesoretto di 500000 € del quale non si trova traccia.

E il rinnovo flotta che aveva annunciato? Archiviato, sembra.

Pare, perché non ci sono comunicati ufficiali, che tra pochi giorni ci sarà un altro consiglio federale, l’ennesimo nel quale verranno prese decisioni che non saranno comunicate a nessuno tranne agli “amici degli amici”.

Non è migliore purtroppo la situazione tecnica. il gen. Miniscalco sta trovando ostacoli di ogni tipo all’interno dell’ente e all’esterno per avviare i progetti che pure ha certamente in mente con il passato professionale che si ritrova.

Ci sono una serie di dossier aperti: controlli tecnici, supporto alle scuole di volo, revisione dei programmi istruzionali, corsi per istruttori volo fermi da 7-8 anni,  assenza totale di scuole di volo libero al Sud dove, invece starebbero benissimo. Per non parlare del contributo che Aero Club d’Italia dovrebbe, quale primo interessato, dare alle nuove disposizioni per aerei tra 450 e 600 kg, interpretate dall’ente solo come una bacchetta magica per nascondere le proprie inadempienze pluridecennali.

E di questo chi fa le spese?

I due estremi della catena: piloti, gestori delle scuole e dei campi di volo, costruttori e manutentori. Chi comprerebbe oggi un velivolo italiano non sapendo esattamente a quale specifica risponde e se domani dovrà metterci le mani con spese ulteriori?

Il limbo in cui l’inefficienza della politica e di AeCI ha gettato da oltre 3 anni questo settore sta facendo pagare un peso finanziario enorme alle nostre aziende e ne compromette anche le possibilità di ripresa.

Poi c’è il campo.

Ci arrivano sempre più segnalazioni di piloti ed e istruttori di volo che, stanchi di sopportare in silenzio e aspettare Babbo Natale, denunciano situazioni di illegalità ed abusivismo di cui AeCI ha cognizione visto che sono attuate da “autorevoli collaboratori” di Leoni.

Sembra ci siano aspiranti piloti che vogliono rivolgersi alla magistratura perché si sentono truffati da scuole autorizzate da AeCI.

E qualcuno già parla di un periodo di proroga al mandato di Leoni (che scade a giugno prossimo) per una revisione dello statuto che lo stesso Barone Verde sta proponendo ai suoi sostenitori politici.

Chissà che qualche senatore abbocchi e dia modo a Leoni di festeggiare le sue nozze d’argento con AeCI?

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Inviata (e infiltrata) speciale nelle situazioni più “scottanti”. Le sue inchieste ruotano principalmente intorno alla Rai e compagnia (poco) bella.

1 commento

  1. Non si sono quasi mai fatti controlli sui pesi, forse solo in tre occasioni, perché Aeci e costruttori non volevano.
    Il fare “Lobby” come si è fatto per cancellare il peso a vuoto nel DPR 133 è stato voluto da UNICA associazione tra costruttori messa in essere solo per il 133 e subito dopo scomparsa senza onore.
    Con l’invenzione tutta italiana dell’avanzato con il tentativo fallito di far prevalere il mezzo avanzato sulla qualifica del pilota, sventato da Enac che con apposita circolare stabiliva che il volo avanzato poteva considerarsi tale solo con pilota e velivolo avanzato.
    Ora vogliono portare il peso dei VDS a 600 kg.
    Dimenticandosi che EASA non ha abolito gli ultralight ( ULAC) sino a 450 kg ma ha detto che gli stati membri hanno facoltà di normare una categoria sino a 600.
    Ora mentre della prima proposta di legge si sa il contenuto delle altre due non si sa niente.
    Forse anche ora si cerca di fare Lobby per difendere gli interessi di pochi?

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