Se ne sono accorti in pochi, ma si sono ormai compiuti i primi 100 giorni del ritorno di Leoni alla presidenza di AeCI. Abbiamo commentato le prime iniziative del barone verde ex-leghista. Poi abbiamo taciuto.

Non perché tutto andasse bene, anzi. Ma per dare tempo al presidente di imprimere quel cambiamento che il “mio mondo del volo”, parole di Leoni, aspetta da anni.
Dopo i fatidici primi cento giorni che servono a dimostrare gli intendimenti di qualsiasi nuovo corso direttivo abbiamo raccolto informazioni sui cambiamenti.

Risultati demoralizzanti, “pari a zero” ci ha detto un presidente, anzi da qualche parte si vedono addirittura segnali di regresso.Tante parole, promesse dell’ex senatore leghista, ma niente di nuovo e nessuna faccia diversa nei corridoi di via Beccaria.

Le sentiamo già le sferzate dei difensori del “sistema Leoni”, di quelli che “state tutti zitti” o degli altri che credono a Babbo Natale: “Sono solo polemiche, frottole”. E invece No.
Ecco i fatti.

Mentre tutte le categorie intervengono con supporti finanziari a tutela dei propri associati, Aero Club d’Italia non ha neanche esaminato la possibilità di ridurre le quote federative per il 2020. Anzi l’ente ha inviato una bella letterina invitando con tono burocratico ed imperioso i federati a versare le quote 2021 entro i termini. Come a dire: o pagate o prenderemo provvedimenti.

Non va meglio nel settore tecnico. Continuano a proliferare gli incidenti non dichiarati di velivoli VDS, segno evidente di una mancanza cronica di formazione da parte di Aero Club d’Italia. Molti piloti semplicemente non sanno cosa devono fare al verificarsi di un incidente di volo.

Una visita al sito di Aero Club d’Italia serve solo aumentare le incertezze. Ci sono ancora moduli che risalgono ai primi anni 2000 in cui viene indicato che la segnalazione va fatta in Aeroclub, mentre per legge deve essere fatta all’agenzia nazionale della sicurezza volo (ANSV).

L’ultima è di questi giorni: Aero Club Italia invia a scuole di volo e enti federati un messaggino di 2 righe “si trasmette in allegato quanto in oggetto”. Sembra un vaticinio della sibilla cumana.

Ad aprire gli allegati viene fuori un’inchiesta dell’ANSV pubblicata e trasmessa Aero Club d’Italia nel giugno 2020 che pubblichiamo qui. L’Agenzia Nazionale della sicurezza volo, per l’ennesima volta, indica ad Aeroclub Italia delle azioni, mai attuate per incrementare i controlli sui velivoli ultraleggeri registrati dall’ente. Perché? Perché nell’incidente del 2019 che ha coinvolto un elicottero ultraleggero è emerso che AeCI i controlli non li aveva effettuati.

La situazione che ANSV racconta è preoccupante.

In Italia circolerebbe un’intera classe di elicotteri derivati in maniera artigianale da relitti di elicotteri R-22 americani con pezzi scaduti, senza controlli tecnici, riducendo il peso in maniera fittizia togliendo porte che poi vengono rimontate. Chi dovrebbe controllare tutte queste operazioni? Aero Club d’Italia.

Cosa fa invece AeCI?

Nulla, anzi in AeCI ritrovano dopo mesi la relazione del giugno scorso e piuttosto che commentarla e dare indicazioni agli aeroclub, la mandano a tutti senza una spiegazione, una raccomandazione, ma con la richiesta di pagare 155 € per le modifiche ad un velivolo.
Bel modo di gestire una flotta di migliaia di velivoli che sfuggono, grazie a questi atteggiamenti, a qualsiasi controllo.

Pochi giorni fa uno dei piloti storici di ultraleggeri in Italia, Gustavo Saurin è morto insieme ad un ragazzo di 25 anni al suo primo volo. Dalle prime informazioni sembra che un’ala del velivolo fosse distante dal resto del relitto di almeno 200 metri. Un segno evidente che c’è stata una rottura strutturale in volo.

ANSV ha aperto un’inchiesta e Aeroclub Italia che fa intanto? Semplicemente niente. Non ha neanche commentato l’evento.

E l’Aeronautica Militare? Il generale Rosso sembra troppo affaccendato a contendere F-35 alla Marina per preoccuparsi di questi argomenti. Nonostante i dissidi con AeCI continua a fornire, a titolo gratuito, l’ufficiale addetto alla sicurezza volo. Ma le critiche riguardo all’inefficienza di questa persona crescono. Sembra che non abbia trovato neanche il modo di trasmettere informazioni corrette ad ANSV in occasione di segnalazioni pervenute a via Beccaria. “Non ho visto la mail, non la trovo” sono state le motivazioni tecniche addotte dall’interessato.

Ci può stare. Visto che l’ufficiale è presente in Aero Club d’Italia solo a mezzo servizio e che non ha assolutamente nessun supporto di altro personale.

Giusto! Perché Leoni soldi dei tributi VDS non intende spenderli per la prevenzione e la sicurezza del volo ed ha licenziato anche la commissione sicurezza volo che in più di 100 giorni Leoni non ha voluto neanche a riconvocare.

Dal punto di vista gestionale Leoni, dopo una raffica di consigli federali per ratificare decisioni già assunte in modo univoco, ha deciso che riunioni meglio non farne più perché i consiglieri dissidenti continuano ad aumentare e rischiano di metterlo in netta minoranza.
Un modo originale di esercitare la democrazia voluta dal mondo sportivo.

Il futuro? Nei corridoi di Camera e Senato ci sono tre diversi disegni di legge sui VDS che girano. Inoltre c’è la proposta di Aero Club d’Italia di rivedere semplicemente la legge 106 del 1985 che istituisce questa categoria di velivoli.

Quattro provvedimenti totalmente diversi, presentati da partiti diversi, con finalità diverse che rischiano di finire nel grande marasma delle tante leggi che il Parlamento dovrebbe esaminare.

È un argomento che ha un incidenza anche sull’economia nazionale, perché riguarda decine di industrie che occupano migliaia di persone.

E intanto il tempo passa e si avvicina rapidamente giugno 2021 quando AeCI dovrà rinnovare il proprio direttivo. Ci sarà ancora Leoni che già fa campagna elettorale? Ci saranno altri candidati?

Ci sarà qualcuno che avrà il coraggio di far ripartire nel modo corretto l’intero settore del volo turistico sportivo?

Siamo alla crisi parossistica: “Forse si candida a sindaco di Varese e così deve lasciare AeCI” ci ha sussurrato pieno di speranza un pilota parlando di Leoni. Quasi come credere a Babbo Natale.

AGGIORNAMENTO

Nell’articolo qui sopra riportato Sassate ha erroneamente affermato che AeCI non avrebbe preso provvedimenti riguardo ad un incidente verificatosi il giorno 14 febbraio, nel comune di Vigevano. Per correttezza professionale confermiamo invece che Aero Club d’Italia ha emanato – solo sul loro sito –  la nota AECI prevenzione.
Ci scusiamo con i lettori e con AeCI per l’errore.

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Inviata (e infiltrata) speciale nelle situazioni più “scottanti”. Le sue inchieste ruotano principalmente intorno alla Rai e compagnia (poco) bella.

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