AeroClub d’Italia: voglia di volare

Non è certo una novità che l’Italia sia un Paese difficile da spiegare, anche agli stessi italiani. Negli ultimi vent’anni il mondo dell’aviazione civile italiana ha visto due storie di segno letteralmente opposto intersecarsi negli stessi cieli tricolori. Da una parte la parabola discendente dell’aviazione commerciale, ben rappresentata dall’Alitalia, ma anche da tutte le altre compagnieitaliane che sono una ad una scomparse consegnando i traffici aerei, vitali per un Paese turistico, alle compagnie estere. Dall’altra parte, lo sviluppo dirompente del volo da diporto o sportivo : i cosiddetti ultraleggeri, grazie ai quali oggi esiste in Italia una rete capillare di circa 400 aeroporti minori (avio superfici e campi volo), circa 14 mila apparecchi registrati e oltre 30 mila piloti “della domenica” formati in centinaia di scuole di volo. Ovviamente anche l’industria aeronautica italiana ha seguito sorti parallele, con quella tradizionale destinata a diventare irrilevante fornitrice di componenti delle multinazionali straniere, e quella degli ultraleggeri che, fino a quattro anni fa, era ai vertici mondiali. Già, perché’ i vizi nazionali alla fine portano adistruggere i pochi successi nazionali che ci rimangono. Succede infatti che quattro anni fa l’Aeroclub d’Italia, ente pubblico che amministra e regola su delega del ministero dei trasporti questa fetta del cielo, viene commissariato dal governo sull’onda di esposti a raffica presentati da alcuni soci che, come spesso accade,si dimostrano regolarmente infondati. Nel giugno dello scorso anno si celebrano finalmente le elezioni degli organi dell’Aeroclub d’Italia che, oltre ad essere ente pubblico e pertanto dotato per legge di autonomia ordinativa, è anche federato al CONI solo per la gestione delle attività sportive. Da allora però la parte che non ha accettato il chiaro responso elettorale ha presentato numerosi esposti per bloccare l’Ente e il governo, a quasi un anno di distanza, ha deciso di chiedere un parere al parlamento, peraltro non previsto perché’ la politica non ha alcun potere discrezionale su queste nomine. Dopo quattro anni di paralisi istituzionale, anche la metà sana del cielo italiano rischia pertanto di morire, soprattutto se le camere suggeriranno di fatto un nuovo commissariamento. Le aziende del settore hanno già scritto al ministro dello sviluppo economico (vedi qui sotto) e alla presidenza del consiglio rappresentando la inaccettabilità’ di un nuovo commissariamento, mentre le associazioni categorie che rappresentano le migliaia di appassionati minacciano azioni di protesta eclatanti. Intanto, mentre a Roma si discute da un anno, ieri l’ennesima azienda di ultraleggeri italiana è stata acquisita da stranieri.

***


Onorevole Ministro,

Le scrivo in nome e per conto dei principali costruttori nazionali di apparecchi per il volo da diporto o sportivo (VDS), per richiamare la sua attenzione sulla manifesta lentezza delle operazioni di ratifica delle cariche istituzionali dell’Aero Club d’Italia, elette democraticamente il giorno 26 Giugno 2021. 

Il ritardo nei decreti di nomina sta portando delle graviripercussioni nel settore produttivo del Volo da Diporto o Sportivo, ed il comparto industriale, che nel suo complesso occupa migliaia di addetti distribuiti su tutto il territorio nazionale, sta evidenziando una perdita di rappresentatività proprio nel mercato interno a causa di una mancanza di stabilità istituzionale dell’ente preposto alla gestione del VDS: l’Aero Club d’Italia(AeCI), per l’appunto.

Il nostro Paese è sempre stato all’avanguardia in questo settore dell’aviazione, la Legge 25 marzo 1985 n.106, che regola il settore, è stato un esempio di efficacia e semplicità allo stesso tempo, ed ha consentito uno sviluppo inaspettato ed in anticipo sugli altri Paesi europei. Sono nate oltre 400 piste di atterraggio destinate agli apparecchi per il Volo da Diporto o Sportivo, suddivise in Aviosuperfici e Campi volo, che hanno stimolato il turismo aereo nazionale e transfrontaliero permettendo una migliore fruibilità delle bellezze paesaggistiche e storico-architettoniche di cui il nostro Paese è ricco.

Il comparto industriale del VDS è così stato in grado di crescere ed arrivare a realizzare importanti volumi di produzione sia nazionale che internazionale, portando l’Italia ad essere uno dei maggiori produttori mondiali di apparecchi VDS. 

La normativa di settore ha visto ultimamente una nuova possibilità di crescita nel Regolamento UE2018/1139 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 4 luglio 2018 che consente importanti sviluppi ed opportunità alle industrie del VDS, ampliando la gamma operativa degli aeromobili che finora ha rappresentato il comparto del VDS

Gran parte dei Paesi europei hanno adeguato la propria normativa per includere le possibilità offerte dal Regolamento europeo, mettendo così le proprie aziende in condizioni di operare ed essere competitive, diversamente in Italia tutto ciò non è avvenuto,  anche se l’Aero Club d’Italia ha sollecitato il Ministero delle Infrastrutture e Mobilità Sostenibili, Ministero per conto del quale AeCI opera, a provvedere in tal senso.

Tutte le industrie italiane di settore hanno sostenuto AeCI pubblicamente e concordato con lo stesso ente la proposta di un DM che consentisse al MIMS di adeguare in modo rapido la normativa. 

Ovviamente tutti gli sforzi fatti sono stati resi vani, e lo saranno anche per il futuro, se non verrà restituita ad AeCI la piena operatività, dove per piena operatività vuole intendersi la legittimazione delle libere elezioni svolte e non un ennesimo Commissariamento dell’Ente che paralizzerebbe l’AeCI ed il comparto industriale, come già accaduto negli ultimi anni.

Noi Costruttori ci auguriamo che l’averla messa al corrente di questa incresciosa situazione possa ingenerare un Suo interessamento e che si attivi un’azione virtuosa per una ratificarapida delle cariche istituzionali elette democraticamente.

La prego di accogliere, signor Ministro, i sensi della mia più alta stima.

Capua, li 29 Novembre 2021

Paolo Pascale

Commenti

  1. Posso essere male informato, ma da tempo, esattamente da metà del 2021, sono a conoscenza della ferma volontà del Ministero della Difesa di non ratificare la nomina del 26 giugno 2021, con motivazioni ben precise. La conseguente assenza di concertazione – e non gli esposti infondati – ha portato alla mancata ratifica di questa elezione. Ma di volo e politica ne capisco poco, quindi attendo lumi da voi. Grazie.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here

Ultimi Articoli

Rimani in contatto

1,253FansLike
1,323FollowersFollow
2,571SubscribersSubscribe

Ultimi Articoli