L’uomo più forte del Governo Conte2 è una persona senza un partito, senza un voto, sconosciuto ai più. È un burocrate, il Direttore Generale del Mef, Alessandro Rivera.

È il tutore pensato dal PD per controllare Gualtieri, anche se deve la sua nomina al Conte1. Lui decide anzi, dovrebbe decidere. E lo fa su cose politicamente irrilevanti con cui ci si guadagna apprezzamenti dalla finanza internazionale: debito, titoli, incarichi. Poi però ci sono temi nei quali la sua linea diventa fumosa e blocca tutto.

Lo fa sulla vicenda Telecom, lo fa su Aspi, ci ha provato sulla borsa. Perché? Perché ambisce a ruoli molto più pagati nei quali conteranno più i francesi, i tedeschi o la grande finanza, del sui paese.

Ed allora usa il suo enorme potere per tutelare se stesso a spese del nostro futuro. Infatti parlano benissimo di lui i francesi, Bollore o l’ambasciatore e molti ex ENA. Parlano benissimo di lui quelli di Goldman e di Morgan, di Nomura e di Deutsche. Buon per lui. Male per noi.

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Nostalgico dei bei tempi andati. Qui si occupa di un po’ di tutto. La sua cifra stilistica è il sarcasmo. Da usare smoderatamente.

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