ANAS: alla vigilia della scelta dei nuovi vertici, pioggia di condanne ignorate dai media sulle rivelazioni della “Dama nera”

Dopo 63 udienze diluite in cinque anni, si è concluso con 12 condanne e 7 assoluzioni il processo di primo grado per lo scandalo ANAS generato dalla confessione-fiume di Antonella Accrogliano’, la famigerata “Dama nera” di via Monzambano.

Peccato che non interessi più a nessuno, visto il completo silenzio di giornali e media radiotelevisivi. Un gesto di riguardo per la travagliata azienda statale alla vigilia del rinnovo dei vertici, o semplice distrazione?

Difficile scoprirlo. Eppure si tratta di uno scandalo enorme, uno scandalo che si rigenera continuamente col trascorrere degli anni. Perché sono ancora fresche le polemiche sull’ultimo filone, quello che ha portato agli arresti domiciliari di Denis e Tomaso Verdini e dei loro referenti interni a tutti i livelli di ANAS e FS (la pseudocontrollante).

Vediamo comunque nel dettaglio il dispositivo emesso dall’ottava sezione del Tribunale di Roma, che -nella sostanza- ha confermato l’impianto accusatorio della procura, ritenendo credibile Antonella Accroglianò che già da tempo ha definito la sua posizione con una sentenza di patteggiamento, dopo aver fatto dichiarazioni fiume sia in fase d’indagine sia in sede di incidente probatorio. Com’è noto, la “dama nera” si era autoaccusata di notevolissimi episodi di corruzione, raccontando un diffuso sistema di corruttela che avrebbe coinvolto imprenditori e soggetti interni dell’ANAS.

7 anni per Sergio Serafino La Grotteria (ex dirigente ANAS), 6 anni per Concetto Albino Bosco Lo Giudice e Francesco Domenico Costanzo (imprenditori), 6 anni per Sergio Vittadello (imprenditore), 6 anni per Vito Rossi e Giuseppe Colafelice (imprenditori), 4 anni per Giuseppe Ricciardello (imprenditore), 4 anni per Carmelo Misseri (imprenditore), 4 anni per Vittorio Pescatore (imprenditore), 4 anni per Elisabetta Parise (ex dirigente ANAS), 3 anni per Giuseppe Silvagni (imprenditore),  4 anni e sei mesi e 15.000 euro di multa per Roberto Accroglianò (fratello della “dama nera”, imputato di riciclaggio).

Pesanti condanne al risarcimento dei danni patiti dalla costituita parte civile ANAS, anche con concessione di una penale immediatamente esecutiva.

Assolto invece Giuseppe Barillà (ex interno ANAS e presidente di alcune delle gare oggetto di contestazione) e assolti pure  Emiliano Cerasi (imprenditore), Antonio Valente (imprenditore), Maurizio Cicconetti, Mario Grimoli , Girolamo e Francesca De Sanctis.

Dichiarate, infine, tutte prescritte le turbative d’asta,  dato il decorso del tempo.

Ecco: era una sentenza da ignorare?

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