ANAS: cambiano i vertici, ma lo strapotere legale dell’avvocato Morrico diventa sempre più sterminato

È ancora fresca la firma dell’avvocato Marco Macaglio sul contratto che lo porta alle dirette dipendenze di ANAS, rinforzando così il delirio di onnipotenza del suo mentore, Enzo Morrico, dello studio giuslavoristico MMBA.

Morrico è un romano verace, guida una moto da enduro senza riuscire a poggiare i due piedi a terra, mentre su natanti di ben oltre i due piedi si dice che inviti blasonati esponenti del mondo giuslavoristico romano. Infatti, siamo di fronte ad un professionista che nelle aule di tribunale viene molto ascoltato, soprattutto nei giudizi di primo grado monocratici, che si concludono con sentenze che riprendono puntualmente parte dei suoi atti difensivi e dei suoi interventi in aula. Ma che poi vengono spesso riformati in secondo grado dall’organo collegiale della Corte d’Appello.
L’avvocato Enzo, stando alle fonti interne di ANAS, ha tuttavia un rapporto molto consolidato con l’Azienda. Tanto da essere lui stesso a predisporre le lettere di licenziamento per i dipendenti che ANAS intende allontanare, per poi gestire la difesa dell’Azienda in Tribunale; assumendo incarichi altamente remunerativi per curare processi lunghi (in osservanza del noto adagio “causa che pende, causa che rende”).
Questo succede da anni, come possono confermare svariati top manager in pensione. Ancor prima, quindi,  delle ultime clamorose azioni intraprese per l’indagato ex amministratore delegato Massimo Simonini.
Ma ora che su Simonini si è acceso, fatalmente, il riflettore della Procura della Repubblica (con avviso di garanzia, perquisizioni domiciliari, sequestro di pc/telefoni e documenti relativi alla Ragusa-Catania e alla Orte-Mestre di Vito Bonsignore e Verdini jr), resta da chiarire perché anche Enzo Morrico non ritenga opportuno deporre le armi nei confronti dell’intera prima linea dirigenziale (9 dirigenti apicali, con l’eccezione di Roberto Massi (che in Corte dei Conti ha però un prezioso fratello magistrato).
Tutta la prima linea che Simonini ha trovato al momento della sua nomina è stata, infatti, malamente licenziata o condotta a risoluzioni contrattuali “spintanee” sotto un’unica regia, con l’intento di formarne una nuova (ora peraltro in buona parte gia‘ indagata) che avallasse sotto la propria responsabilità gli accordi tra Simonini e Bonsignore. Lo stesso ex ministro Toninelli ha scaricato sui nuovi malcapitati ogni responsabilità erariale, assolvendo Simonini da ipotesi di cattiva gestione e sostituendosi così -forse prematuramente- alla Magistratura.
La Giustizia sta comunque facendo il suo corso ed i testimoni da sentire sono ora molti, tra l’altro non soggetti dinnanzi alla Magistratura ad alcun accordo di riservatezza sottoscritto con ANAS.
Lascia perplessi, tuttavia, che il nuovo management di ANAS, con l’amministratore Aldo Isi e il Capo del Personale Giacchetti (provenienza Italferr), dia continuità alle prestazioni professionali dell’avvocato Morrico dopo averlo già fatto per quelle di Simonini. Il quale ultimo da amministratore delegato uscente nel 2021 (dopo un anno di proroga che, stante alle intercettazioni, risulterebbe essere stata favorita da Verdini jr in quanto “persona che risolve i problemi”), è stato poi mantenuto comunque in ANAS con l’incarico apicale di Direttore Ingegneria e Verifiche oltre che di Ricerca Innovazione, Riserve e Collaudi. Solo e soltanto alla luce degli avvisi di garanzia, il nuovo management ha virato verso quella auspicabile discontinuità con la precedente gestione (considerata buona prassi finanche in Italia) sospendendo inevitabilmente dal servizio Simonini che, da quarta linea dirigenziale nel dicembre 2018, era diventato amministratore delegato in quota cinquestelle di una delle più grandi stazioni appaltanti del nostro Paese.
Ora che il sistema ANAS caratterizzato dal combinato disposto di arroganza ed ignoranza dei Cinquestelle, di Simonini (di concerto con l’allora Responsabile del Personale Gaetana Celico supportata proprio da Enzo Morrico) e della neo-dirigenza indagata, verrà finalmente disarticolato una volta per tutte o finira per  caratterizzare anche la gestione del nuovo management?
L’assunzione in ANAS dell’avvocato Marco Macaglio è volta cioè a far riacquisire la ragionevolezza persa dal suo anziano mentore Enzo Morrico che ha tentato inutilmente di difendere in giudizio l’indifendibile operato di Simonini portato sotto indagine dalla Magistratura? O piuttosto il nuovo management intende rafforzarsi in prospettiva di un ancor lungo iter processuale che sta avendo risvolti anche di natura penale?
Certo è che anche per l’avv. Macaglio non è stata rispettata alcuna procedura ad evidenza pubblica per l’assunzione, cosa che ne dovrebbe determinare la nullità, con eventuale ristoro dei possibili danni erariali.

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