ANAS INTERNATIONAL: la Procura di Roma sollecita il processo per una frode milionaria in Qatar

Piove sul bagnato in ANAS. A dimostrazione dell’assoluta necessità per i futuri nuovi vertici di usare il machete per disboscare il malaffare che alligna da decenni in via Monzambano e dintorni, ecco un’altra inchiesta semi-nascosta. Non bastano quelle sul “clan Verdini” e (vedi Sassata di ieri) sulle conseguenze delle confessioni della “dama nera” Antonella Accrogliano’. Ce n’è pure -e da anni- una sulle malversazioni di ANAS INTERNATIONAL ENTERPRISE in Qatar. Con una presunta frode milionaria che ne ha portato a picco i bilanci (un tempo attivi) .

L’ex amministratore delegato e attuale figura chiave del Gruppo Gavio, Bernardo Magrì, è al centro della vicenda processuale , con accuse che includono la creazione di una società internazionale artificiale e accordi segreti con imprenditori.

 

Secondo le indagini condotte dai magistrati, tra il 2016 e il 2017, Magri’ avrebbe orchestrato un complesso schema di cessione di quote per trarre ingiusti benefici finanziari. La maggioranza sarebbe stata assegnata ad *Al Razah Gulf Service*, con Anas Internationale Enterprise e Tecnositaf Gulf (quest’ultima associata a Raymond Mikhael), rispettivamente al 45 e al 4%.

 

Il procuratore Carlo Villani ha messo in luce le modalità con cui Magri’ avrebbe indotto in errore i vertici di Anas, convincendoli della necessità di un partner locale in Qatar, nonostante le regolamentazioni del Qatar Financial Center consentissero la piena proprietà straniera. La neo-costituita Anas Tec Gulf Engineering LLC è stata quindi in grado di drenare risorse finanziarie dalla società madre, con somme erogate e mai restituite, facendo ammontare a quasi 8 milioni di euro l’ingiusto profitto.

 

Oltre al danno economico diretto, la Procura ha anche sollevato questioni relative al deprezzamento della partecipazione in Anas International Enterprise spa e ai rischi legati alla garanzia di un prestito da 4 milioni di euro. Senza contare che la Corte dei Conti sta purd esaminando gli aspetti di grave danno erariale, attraverso un’inchiesta parallela.

 

Nel contesto di questa operazione, emerge anche il ruolo controverso di Nicola Chiara,  già precedentemente esautorato da Anas Qatar, ma reintegrato in circostanze sospette per gestire questa intricata operazione. Nonostante il possesso minoritario, si sarebbe infatti falsamente sostenuto che Anas International Enterprise avesse l’autorità di nominare il presidente della nuova entità qatariota.

L’inchiesta, che ha già visto l’esclusione di Stefano Granati dalla lista degli indagati (ha potuto dimostrare la propria estraneità), continua a svilupparsi nell’indifferenza di via Monzambano, con la  Procura che spinge invece per un processo formale nei confronti  di Bernardo Magri e altri manager e faccendieri coinvolti.

Può bastare al MEF e alla controllante FS per designare ai vertici di ANAS persone in grado di fare pulizia una volta per tutte? Staremo a vedere, perché la curiosità è tanta…

 

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