ANSALDO ENERGIA, i misteri di Fabbri: turbine all’Iran, viaggi ad Abu Dhabi e Dubai e i legami con quel sindacalista della UILM…

Pare che Fabrizio Fabbri si sia molto seccato per la Sassata che gli abbiamo dedicato. Ed abbia subito scatenato la caccia alla “talpa” che ci ha fornito le informazioni sui suoi sistemi di gestione dell’azienda. E allora gli diciamo subito che sarà una caccia molto lunga, tali e tante sono le “talpe” che ci hanno consentito di ricostruire la discutibile guida di Ansaldo Energia negli ultimi mesi.
Fatta questa premessa, andiamo avanti. Il mistero più delicato riguarda la vendita che sarebbe stata fatta all’Iran di due turbine. Perché si tratta di un paese sostenitore della Russia e quindi anch’esso sotto sanzioni da parte dell’Europa e di buona parte della comunità internazionale. Ma la cosa più grave è che l’operazione farebbe parte di una “triangolazione” addirittura con la Cina, altro paese amico di Putin e facente parte del blocco anti-USA.
Possibile che il governo italiano non abbia niente da obiettare su una vicenda di questo tipo? E la Farnesina -attraverso l’UAMA- ha seguito la compravendita e fornito le necessarie autorizzazioni?
Veniamo al secondo mistero. Negli ultimi mesi (grazie anche ad uno “scoop” del quotidiano La Verità, che però è passato sotto silenzio) e’ saltato fuori un contratto di consulenza da 100mila euro al mese pagati a Dubai ad un consulente austriaco, Walter Wintersteller. Che per percepire un compenso del genere dev’essere davvero un fenomeno. Può cortesemente spiegare Fabbri quali straordinari risultati ha portato a casa il suo consulente? E già che c’è, potrebbe cortesemente spiegare anche quale genere di affari e’ andato a seguire personalmente negli ultimi mesi proprio a Dubai e Abu Dhabi?
Il terzo mistero glorioso dell’ineffabile AD di Ansaldo Energia, riguarda un altro “consulente” di cui Fabbri non può fare a meno: il sindacalista della UILM Antonio Apa. Che ha rapporti pure con Cdp (soprattutto con Cdp Equity) e si vanta delle sue frequentazioni anche con Andrea Alghisi (alto dirigente di Ansaldo) e con il “chiacchierato” imprenditore Alfonso Gallo (coinvolto nell’inchiesta P4), patron della Geko, molto accreditata all’interno dell’azienda genovese.
Apa e’ una sorta di “consigliori” privilegiato di Fabbri in tema di agenti commerciali da ingaggiare. Per esempio per una commessa in Medio Oriente, ma pure per intermediare la vendita di una turbina ad una società elettrica irachena.
Conclusione. E’ incredibile come Cdp, perso Giuseppe Marino, non sia riuscita a trovare sul mercato del lavoro (ma anche al proprio interno) un manager (magari pure ingegnere) dal profilo più lineare e brillante di quello di Fabbri.
E a questo punto sarebbe interessante capire da dove sia venuta fuori la sua candidatura. Perché il fatto di poter contare su suo cugino don Matteo Fabbri, vicario per l’Italia dell’Opus Dei, non dovrebbe essere stato sufficiente…O no?

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