Difesa: il “bubbone” Piaggio Aerospace, la “recita” di Vecciarelli e l’ode del “comunicatore” Zizza

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Sullo scandalo Piaggio Aerospace, avevamo la verità ad un passo da noi e non ce ne eravamo accorti. Meno male che a colmare la lacuna c’hanno pensato quelli di Report (Gabanelli, Gabanelli, perché c’hai abbandonato?).

Sospese per una volta le cacce contro la Lega, i “bravi” di Sigfrido Ranucci si sono dedicati ad una pseudo-inchiesta sui misteri e i guai che hanno portato l’azienda aeronautica genovese sull’orlo del baratro. Ma per essere ancora più convincenti, hanno pensato bene di fare anche una bella intervista in ginocchio al capo di Stato Maggiore della Difesa, il prode generale Enzo Vecciarelli. Che si è esibito in tuta di volo graduata. Uno spettacolo penoso, che merita di essere rivisto da chi lunedì sera aveva di meglio da fare (vedi qui sotto).

Ma non basta. Per essere ancora più convincente, il mitico Chod ha chiesto aiuto anche ad un comunicatore social media del calibro del carabiniere scelto Michele Zizza. Uno spasso. Basta leggere la sua alata prosa per esaltare le gesta televisive di Vecciarelli. Da non perdere:

Caso Piaggio, il generale Vecciarelli vola alto
“Premessa, il 30 novembre, Report ha messo in onda una puntata straordinaria, che, per quel che mi riguarda, almeno per l’inchiesta OMS, meriterebbe diversi premi giornalistici e spazi di approfondimento accademici.
A stupirmi però è stata l’intervista al Capo di Stato Maggiore della Difesa Generale Enzo Vecciarelli. Erano anni che non assistevo a una tanto professionale esposizione da parte di un ufficiale italiano. Ma partiamo da una prima analisi olistica: alla solita divisa di rappresentanza, l’alto ufficiale ha preferito la tuta operativa perché lui è un pilota di caccia intercettori con all’attivo migliaia di ore di volo e, queste ore, lo hanno reso un uomo pragmatico, concreto!
Fermo sulla sua posizione, ha ben preservato la postura e la prossemica, al di là delle regole covid. Anche gli accessi oculari hanno testimoniato che quel che diceva lo diceva con certezza, lealtà e cognizione di ogni sua parola, mentre la metrica dei messaggi era costante e, oltre alla concettualizzazione, non sono mai emersi picchi di tonalità, altro elemento determinante nella costruzione di un’analisi sinottica specifica.
Nessun consigliere per la comunicazione, nessuno studio, nessuna strategia, e ciò è davvero interessante soprattutto quando sai che una testata di inchiesta bussa alla porta. È solito, infatti, soprattutto in certi ambienti, che si eviti l’intervista o, magari, si provi a rimandarla o a delegarla ad altri, anche in relazione ai molteplici format di inchiesta nati nel media mainstream; ma così non è stato per il Generale Vecciarelli che ha aperto le porte a Report e non si è sottratto alla professionalità del giornalista e questo, sicuramente, diventa un elemento didattico se si affronta il crisis of communication nelle organizzazioni governative.
Guardando invece alla semantica delle interazioni, in particolare all’analisi dei corpus, ci rendiamo conto che la dottrina giuridica ha caratterizzato l’esposizione dell’alto ufficiale italiano: “abbiamo il morto ma non sappiamo se è stato ucciso o si è suicidato” – “questo lo dice lei”.  Closed answers direbbero gli analisti d’oltreoceano abituati a lavorare con le donne e gli uomini in divisa.
Risultato: nessuna omissione e piena facoltà di continuare nell’attività di inchiesta mediatica e giudiziaria. Il Generale Vecciarelli stupisce, sicuramente, chi studia i processi di comunicazione e inaugura, si spera, un nuovo equilibrio tra rappresentanti dello Stato, organi di informazione e pubblici… Anche per dossier non ordinari, ma comunque di interesse nazionale. Questo in relazione anche al contesto euroatlantico in cui, i processi in atto, favoriscono i rappresentanti delle Forze Armate ad acquisire una nuova consapevolezza delle dottrine strategiche che si basano sugli studi classici di filologia, esegetica, ermeneutica, semiotica e altre discipline applicate alle nuove frontiere della comunicazione che si basano prevalentemente su reti fatte di interazioni capaci di influenzare un avvenimento o una struttura”.

Ora, siccome Sassate ha condotto a suo tempo un’approfondita inchiesta sul “bubbone” Piaggio Aerospace, abbiamo ritenuto opportuno rilanciare on line quelle quattro puntate, che non provocarono a suo tempo rettifiche o precisazioni di sorta. Chi è davvero interessato a documentarsi e a saperne di più, può usufruire degli altri link che troverà sempre qui sotto. Perché la verità su questo scandalo è ancora lontana, molto lontana. Con buona pace dell’ex-ministra Roberta Pinotti (oggi peraltro a capo della Commissione Difesa del Senato), del generale Vecciarelli e del suo cantore personale, carabiniere scelto (si fa per dire) Zizza.

I nostri articoli su Difesa-Piaggio Aerospace

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