CONFINDUSTRIA, Bonomi e il sodalizio con Garrone per un posto al Sole; ma Orsini ha già sfondato il tetto dei 100 voti

Scatta l’ora della conta in Confindustria. Mancano meno di dieci giorni al 4 aprile, giorno in cui andranno al voto gli industriali italiani che decideranno chi dovrà rappresentarli per i prossimi anni e in via dell’Astronomia è partita la caccia all’ultima preferenza. Se non fosse una cosa seria potrebbe sembrare una commedia all’italiana a metà tra Febbre da cavallo e la scena del calciomercato nell’Allenatore nel pallone. Protagonista Carlo Bonomi che sta facendo tutto quello che è nelle sue facoltà per avere un ruolo. E’ lui che più di tutti sta aiutando Edoardo Garrone a trovare consensi tra gli indecisi per trovare a battere l’altro candidato, Emanuele Orsini.

I due, Garrone e Orsini, si sono già confrontati la scorsa settimana pronunciando i discorsi formali davanti al Consiglio generale degli industriali. Qualche minuto di applausi e poco dopo si è attivata la macchina di Bonomi, che ha iniziato a scambiarsi messaggi whatsapp con alcuni imprenditori del centro-sud Italia. Sosteniamo Garrone! Peccato che tra i destinatari, a sua insaputa, ce ne erano alcuni molti vicini a Orsini che hanno alzato il telefono e avvertito l’amico Emanuele. Tana. Nel giro di poche ore si è sparsa la voce: Bonomi sta aiutando Garrone. Lo scopo inizialmente non era chiaro ma poi, si sa che quel mondo è piccolo piccolo, c’è voluta un’altra manciata di ore per arrivare al sodo. Il numero uno uscente sta offrendo il suo aiuto con la promessa di poter ricoprire la carica di presidente del Cda del Sole 24 Ore. Del resto non è la prima volta che i due stringono un accordo. Anche quando bisognava scegliere l’amministratore delegato del Sole, Garrone scelse Mirja Carta D’Aserio, persona molto vicina a Bonomi.
Insomma, il sodalizio Garrone-Bonomi è ancora in pista. Alcuni ben informati sostengono però che è una strategia con effetto boomerang. Bonomi, infatti, non gode di buona fama, semmai ha fame di poltrone ora che si appresta a non averne più una. E così intanto Orsini conta col pallottoliere i suoi voti e scopre che molto dell’eredità di Antonio Gozzi, messo in panchina dai saggi per non aver portato abbastanza firme per correre, potrebbe andare a lui. Non solo il sud ma anche il Veneto potrebbe premiarlo. I suoi sono ormai convinti: abbiamo superato i cento voti.

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