Congo, dopo Attanasio ucciso il procuratore che indagava sul caso. Che c’è dietro?

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Un’altra imboscata in Congo. Questa volta a perdere la vita in un agguato è stato il procuratore capo del territorio di Rutshuru che indagava sul caso Attanasio. Troppo strano per essere una casualità.

Il procuratore William Hassani è rimasto vittima anche lui di un’imboscata mentre viaggiava su una strada a 20 chilometri di distanza dal massacro in cui hanno perso la vita l’ambasciatore italiano Luca Attanasio e il carabiniere Vittorio Iacovacci.

Quel che lascia perplessi è che Hassani tornava proprio da un vertice sulla sicurezza a Goma, nel nordest del Congo.

Intanto si diffondono notizie secondo le quali il quartier generale del World Food Program a Goma sia entrato in conflitto con l’amministrazione centrale ONU per i tagli nel budget della missione in Congo.

Fonti ufficiali del paese africano fanno sapere che “la strada percorsa dall’ambasciatore Attanasio era notoriamente pericolosa, e non si capisce come mai le autorità ONU abbiano riferito diversamente. Secondo fonti dal posto, sono quasi 20 anni che nessun diplomatico o esponente delle istituzioni straniere transita su quella strada. Le ONG presenti sul posto sarebbero a conoscenza della pericolosità del posto e usano gli aerei MONUSCO per gli spostamenti tra regioni”.

Alla Farnersina fanno però notare che una decina di giorni fa si è svolto un evento internazionale in cui era coinvolto un convoglio ONU ma, con l’utilizzo questa volta di mezzi blindati. Non ci sono molte alternative a quella strada e, finché la si è percorsa con mezzi blindati, non ci sono stati incidenti.

Almeno fino all’imboscata contro l’ambasciatore Attanasio e adesso quella contro il procuratore che indagava sul suo caso. Due attacchi nel giro di pochi giorni sono sospetti. Cosa c’è davvero dietro?

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