Difesa, inchiesta tangenti: nessun provvedimento precauzionale, nessuna iniziativa disciplinare

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Tutto tace. Passano i giorni, passano le settimane, ma la Spectre di via XX Settembre, che controlla l’informazione sui media, è riuscita a distogliere l’attenzione dallo scandalo sulle tangenti. E il ministro Lorenzo Guerini, il CHOD Enzo Vecciarelli e il CSM dell’Aeronautica Alberto Rosso, si guardano bene dall’adottare (o far adottare) i provvedimenti cautelativi che si impongono in queste circostanze.

Fino ad oggi, non risultano trasferimenti precauzionali e neppure avviate quelle procedure disciplinari che scattano automaticamente di fronte ai provvedimenti restrittivi della libertà personale o anche delle semplici incriminazioni a piede libero. Idem per le iniziative di costituzione di parte civile.

Tutto tace, appunto. E così prendono sempre maggiore consistenza le voci secondo le quali gli alti ufficiali coinvolti nell’inchiesta avrebbero goduto di protezioni e “corsie preferenziali” in termini di carriera.

Talmente preferenziali da scavalcare nelle promozioni, colleghi ben più quotati.

Semplici malignità? Toccherà alla magistratura stabilirlo, ma certo questa strana lentezza burocratica sta dando consistenza ai peggiori sospetti. Perché esistono la “culpa in eligendo” e la “culpa in vigilando” e il CSMA non può cavarsela riunendo – come ha fatto non più tardi di ieri – generali e colonnelli dell’Arma Azzurra sui quali ha scaricato tutte le responsabilità di quanto avvenuto. Ma si può affrontare una vicenda come questa all’insegna dello “scaricabarile”?

2 COMMENTS

  1. Ora la priorità è punire gli antipatici in avanzamento o in trasferimento dopo il comando favorendo gli appartenenti al clan (inteso come struttura sociale primordiale)

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