Difesa: Macron offende la Meloni? E il nostro Esercito, spinto dal filo-francese Profumo, tratta i carri armati transalpini (8mld)

Alessandro Profumo non è riuscito a farsi fotografare con il suo mito Macron e per ora deve accontentarsi della laurea “honoris causa” in ingegneria rimediata alla Federico II di Napoli (ateneo da sempre vicino a Leonardo). Ma adesso -come tutti i bravi esponenti dell’area Pd- vuole almeno arrivare a potersi fregiare della Legion d’Onore. E per raggiungere l’obiettivo, tramite i suoi consolidati rapporti con la Francia e i suoi amici del comparto difesa transalpino, ha fatto scendere in campo l’Oto Melara per far comprare all’Esercito italiano i carri armati KNDS, sia leggeri che pesanti. I contatti sono già ben avviati e con la modica spesa di 8 miliardi, ci sono ottime probabilità di successo per la trattativa. Alla faccia della premier Meloni e del ministro Crosetto.
E sì che “Arrogance” le ha sbagliate proprio tutte. Sassate ha già più volte raccontato delle acquisizioni sbagliate (ma non per noi,  per gli analisti finanziari e investitori che ad ogni annuncio hanno fatto scendere il titolo).
Sotto l’illuminata guida del “banchiere etico”che schifa armi e armamenti,  è stato speso in acquisizioni circa 1 miliardo di euro. Per non controllare nulla, solo pezzi di società. Quasi sempre senza un filo logico (vedi il caso GEM).
Le ha sbagliate tutte quando prometteva grandi prestazioni finanziarie e da quando c’è lui il titolo in borsa si è quasi dimezzato, nonostante il mercato abbia strapremiato le aziende della Difesa di tutto il mondo. Il MEF (e quindi gli italiani) grazie a Profumo hanno visto il titolo svalutarsi di miliardi.
Ma il culmine è il filo filo-francesismo che adesso spiazza ancora di più Profumo che sta provando a rimanere in qualche modo alla guida di Leonardo, in un momento di grande tensione per i comportamenti dei vicini di oltralpe.
Ha fatto di tutto a novembre 2022 per andare a salutare Macron e a farsi fare foto insieme. E senza avvertire il governo, si è lanciato in discorsi della Corona.
Ha fatto di tutto per vendere Oto Melara e WASS al consorzio KNDS, costituito da Nexter e KRAUSS MAFFEI WEGMANN (KMW). Il quale, come sanno tutti, è a trazione e controllo francese; tanto da essere considerato uno dei motivi di stallo industriale per il “Carro Franco-Tedesco“, un progetto che vedrebbe appunto troppa Francia nel progetto.
Ha fatto audizioni alla Camera dei Deputati, ha denigrato Bono e Fincantieri pur di vendere alla Francia.
Ha fatto annunci e proclami sui giornali per favorire la vendita.  Perfino il ministro Guerini non era d’accordo e il suo collega Giorgetti (allora al MISE) aveva detto subito di no. Ma niente, lui ha sempre continuato imperterrito nell’inseguimento del suo disegno filo-francese.
In alcune cene, si narra che, lasciandosi andare, abbia confessato apertamente di non essere affatto interessato alle tecnologie di Oto Melara e WASS (troppo militari, troppi cannoni e siluri) e quindi andava benissimo venderle a KNDS e alla Francia (che poi, come fatto con altre società, magari sarebbero state chiuse per eliminare la competizione).
Profumo tra aprile e maggio 22 aveva anche favorito incontri in Italia di KNDS, tra militari e industrie, cercando di convincere tutti della sua grande strategia.
La cosa assurda è -come ci raccontano dall’Esercito- che nessuno era d’accordo; perché per le esigenze dei soldati italiani, il consorzio KNDS non aveva i prodotti giusti. Dallo SME cercavano un carro chiamato IFV (Infantry Fighting Vehicle) che non hanno né Nexter, né KMW. Questo voleva dire riprogettare tutto e spendere soldi pubblici.
Ma fino all’ultimo “Arrogance il gallo” ha insistito. E meno male che alla fine è dovuto intervenire Draghi per fermarlo e bloccare il suo piano di vendita del 100% di Oto Melara e WASS al consorzio KNDS e alla Francia.
Un altro “successo”, e’ avvenuto a governo caduto, ad Agosto 22, quando Profumo ha venduto il 50% di AAC (Advanced Acustic Concept), azienda specializzata nell’acustica subacquea, proprio a Thales, l’azienda della Difesa francese.
Quindi, considerando anche WASS, significava cedere tutte le tecnologie underwater proprio alla Francia, in un momento in cui l’Italia, a dicembre 2022 ha costituito il polo nazionale della subacquea. La Marina ha fatto di tutto per non cedere queste tecnologie (si è speso anche l’ammiraglio Credendino), ma solo in parte sono riusciti a fermare la cessione totale.

Il piano ultimo era vendere tutto alla Francia, paese dove, anche sullo spazio, Leonardo in questi anni ha perso posizioni tecnologiche verso Thales, in un settore così strategico dove l’Italia rischia di indebolirsi industrialmente nonostante i grandi investimenti.
Perché pure Profumo fa parte del “club” di Rivera, dove la strategia è vendere sempre alla Francia, puntare alla Légion d’honneur e sperare in un posto nelle istituzioni francesi o filo-francesi.
Può bastare per far calare definitivamente il sipario sui danni provocati al comparto italiano della Difesa da “Arrogance il gallo”?

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