Chissà se ora, chiuso bene o male  il capitolo Afghanistan (bene con l’impegno a salvare in Italia i nostri ex-collaboratori e relative famiglie; male per la figuraccia con i giornalisti al seguito, bloccati per ore in Arabia Saudita), il ministro-viaggiatore Guerini e il Chod “pigliatutto” Vecciarelli riusciranno a concentrarsi anche sugli altri problemi insoluti delle FFAA.

Da tre mesi e mezzo (26 febbraio), il Ministero della Difesa è l’unico dicastero del governo Draghi ancora privo di una figura-chiave come il capo di gabinetto. E per nominare il Consigliere militare di Palazzo Chigi, grazie agli intralci firmati Vecciarelli-Funiciello, c’è voluto altrettanto tempo. Poi è saltata fuori la “grana”, anche questa firmata Vecciarelli,  per la terza stella al capostaff del Chod, il malconcio generale Presicce, che ha bloccato addirittura la Commissione Superiore d’avanzamento dell’Aeronautica.

E per finire, ci si è messo anche il CSM della Marina, l’ammiraglio Cavo Dragone (ormai soprannominato Cavo Agnellone) con le sue sottomissive e cervellotiche manovre per il la nomina del nuovo Comandante Logistico della Forza Armata (vedi le Sassate precedenti). Con il bel risultato di aver avvelenato il clima dello Stato Maggiore per la preferenza concessa ad un Ammiraglio Ispettore Capo delle Armi Navali (mai successo che un controllato diventasse controllore dei nuovi mezzi a disposizione della Marina).

E non è neppure finita qui , perché nel frattempo l’ammiraglio di squadra Serra, che Cavo Dragone -da soccorrevole compagno di corso- aveva cercato di far prorogare invano a Vecciarelli per restare per un altro anno al Comando Logistico, per ora si tiene stretto il prestigioso alloggio di servizio in quel di Napoli. Insomma, non schioda e per il momento continua a gestire l’incarico (e un prevedibile lungo passaggio di consegne) attraverso il fido contrammiraglio Carta (nomen omen). Nel frattempo, sia pure in abiti borghesi, continua a visitare impianti militari ad esempio, quello del Comando Logistico di Nisida).

Come non bastasse, sta per aprirsi un altro fronte delicato sul fronte delle nomine. Perché a metà luglio, verrà colpito dai limiti d’età il Comandante in capo della Squadra Navale, l’ammiraglio Treu, a suo tempo superato sul filo di lana come CSM proprio da Cavo Dragone (grazie all’appoggio del Colle).

Forse amareggiato per quella vicenda, Treu ha rifiutato quella stessa proroga di un anno offerta a Serra ed è deciso a lasciare la Marina e a dedicarsi alla famiglia (a suo tempo, pur di fermarlo, vennero fatti circolare ignobili anonimi relativi alle condizioni di salute della moglie). Una vera “mosca bianca” di questi tempi…Come pensano di cavarsela, questa volta, i prodi Vecciarelli e Cavo Dragone? Magari con un comodo incaricato “facente funzioni”, cioè con un’altra soluzione “creativa” finora mai praticata?

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Guido Paglia
Classe 1947, romano, è giornalista professionista dal 1973. Ha ricoperto l'incarico di Vicedirettore e Capo della Redazione Romana del Giornale durante la direzione di Indro Montanelli e di Direttore della Comunicazione del Gruppo Cirio-Del Monte e della Lazio Calcio con Sergio Cragnotti. Dal 2002 al 2012 ha lavorato in Rai come Direttore Comunicazione, Relazioni Esterne e Rapporti Istituzionali.

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