Difesa: passano le ore dalla richiesta di archiviazione dei fatti di Rimini, ma Guerini ancora non si è scusato con gli alpini

“Non ci deve essere nessuna tolleranza: le molestie e le violenze non devono mai e in nessun caso trovare alcuna giustificazione e VANNO CONDANNATE SENZA ESITAZIONI”. Era questo il commento, in pieno furore mainstream, fatto diffondere dal ministro della Difesa, Lorenzo Guerini, dopo le fantasiose accuse lanciate contro gli alpini durante e dopo il raduno degli alpini a Rimini. Ecco, dopo la richiesta di archiviazione dell’unica denuncia presentata, da parte dello stesso rappresentante dell’accusa, passano le ore ma non arrivano con la stessa celerità le scuse del titolare del dicastero di via XX Settembre. E forse non arriveranno mai, perché -a parte i cosiddetti “giornali di destra”- non c’è neppure un Emilio Fede che possa definire icasticamente in tv il tipo di maleodorante figura collezionata da Guerini e da tutti gli altri politici, giornalisti ideologizzati e pseudo intellettuali che abboccarono alla trappola delle femministe.
Ricordate? Parlavano di decine, perfino di centinaia, di molestie. Addirittura di violenze. Beh, tutte balle. Che dovevano soltanto alimentare i sentimenti di antimilitarismo e di linciaggio contro le forze armate in generale e le “penne nere” in particolare. Ci fu una sola denuncia, che ora il pubblico ministero chiede che venga archiviata per la tenuità dell’episodio segnalato.
Adesso, andate a cercare questa notizia sui giornaloni, aspettate di sentire e vedere alla radio e in tv servizi “riparatori” di analoga durata. Macché, fatica sprecata. Vergogna, vergogna assoluta. Ministro Guerini compreso.

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