
Dopo 44 anni, Cincinnato Casini rinuncia al Parlamento per puntare al Quirinale
Ipse dixit: “come dimostra la storia della Repubblica , al Quirinale non ci si candida, si viene eletti”. Pierferdinando Casini, in una intervista al Corsera in cui annuncia di non voler tornare in Parlamento, nega di volersi proporre ma spera comunque di essere scelto.
E così, dopo aver sfiorato la designazione in occasione della rielezione di Sergio Mattarella, questa volta se la vuole giocare bene. Fa finta di voler chiudere con la politica attiva e sceglie il “metodo Cincinnato” per poter essere richiamato all’opera tra due anni come “salvatore della patria”.
Proprio come accadde duemilacinquecento anni fa, quando Lucio Quinzio Cincinnato, ritiratosi a fare l’agricoltore, fu implorato perche’ abbandonasse l’aratro e risolvesse l’emergenza degli Equi.
D’altra parte e’ anche un po’ il “metodo Mattarella”. Anche l’attuale Capo dello Stato, aveva abbandonato il Parlamento e si era rifugiato nel palazzo della Consulta a svolgere le funzioni di giudice costituzionale.
A pensar male si fa peccato? Può darsi, ma senza ricorrere all’insegnamento andreottiano che “spesso ci s’azzecca”, basta leggere attentamente le mielose risposte indirizzate verso tutte le aree che saranno chiamate all’elezione del prossimo Presidente della Repubblica: Cincinnato Casini ha una buona parola per tutti. Da Napolitano alla Jotti, da D’Alema a Ciampi, da Fini alla Meloni. Anche per Berlusconi, così “carismatico” che “alla fine piaceva pure ai nemici”.


