È suonata la sveglia per Capitan Lovaglio e la sua ciurma

È suonata la sveglia per Capitan Lovaglio e la sua ciurma

02 novembre 2026

Ogni Capitan Uncino ha il coccodrillo che si merita. Quello di Capitan Lovaglio, versione Dustin Hoffman per sobrietà di baffo e teatralità di cappello, più che ticchettare, ha votato. Il risultato? Colpito e affondato!

Eppure la sveglia era suonata da un pezzo, e non tutti avevano la mano sul cuscino. In primavera la lista del consiglio uscente aveva lasciato il capitano fuori dall’equipaggio, e aveva spiegato perché: Lovaglio naviga per sé, non per la nave. Allora quell’avvertimento fu liquidato come un ammutinamento di bordo, e chi lo aveva lanciato fu trattato da disfattista. Oggi suona come il giornale di bordo che qualcuno avrebbe fatto bene a leggere prima di salpare.

Perché il capitano riprese il timone? Non per un abbordaggio, ma per una carta nautica disegnata a Palazzo Chigi. L’impresa riuscì solo per le mosse di Gaetano Caputi, capo di gabinetto della presidente del Consiglio, e del suo vecchio compagno di rotta Vittorio Grilli: una manovra che prese in giro mezzo governo e fece infuriare tre quarti del sistema bancario italiano, che da quel giorno aspettava soltanto l’occasione per presentare il conto. Il mercato gliel’ha servita su un vassoio d’argento.

E ora anche a Palazzo Chigi, e soprattutto nelle stanze di Fratelli d’Italia, qualcuno sta facendo i conti con l’evidenza: si sono resi conto di chi è Lovaglio. Tardi, ma se ne sono resi conto. Il paladino dell’italianità bancaria, scoprono, era un capitano in cerca di una nave qualsiasi su cui issare la propria bandiera.

In pieno stile piratesco, piuttosto che un duello leale con Intesa Sanpaolo, il nostro capitan Lovaglio le ha provate davvero tutte, nascondendosi dietro fantomatici interessi superiori da tutelare, provando a mobilitare politica e piazze. Eppure a molti, dopo la conferenza stampa post assemblea, è stato evidente che l’unico interesse a cuore di Lovaglio sia restare sul ponte di comando. E così, col supporto di Spugna Bisoni, chissà quali altre sorprese il nostro Capitan ci riserverà.

Una cosa è certa: i due arrembaggi pirateschi, quello su Banca Generali e quello su Banco BPM, sono definitivamente naufragati. Il mercato ha colpito e affondato i piani del nostro, compresa la fusione con Mediobanca.

Il capitano giura che “non è la parola fine”. Forse ha ragione: la parola fine arriva quando il coccodrillo ha finito di masticare. E questo coccodrillo, a differenza di chi l’ha svegliato, ha una memoria lunghissima.