Festa del Cinema, la scure del Pd si abbatte su Monda: cacciato per oltraggio alla sorella di Bettini

Aveva rilanciato la Festa del Cinema, forte dei suoi legami con mezza Hollywood. Per sette anni ne aveva ricostruito l’immagine provinciale dell’era veltroniana del “vorrei ma non posso”.

Ma si era permesso di contestare lo strapotere di Fabia Bettini, l’amata sorella di Goffredo, il “king maker” dei sindaci capitolini post comunisti e tutt’ora potentissimo manovratore delle politiche del Pd romano.  E allora via, cacciato grazie alla servile obbedienza di Gualtieri, l’ultimo beneficato con la poltrona di primo cittadino.

L’avventura di Antonio Monda è finita così. Lui, pur senza scendere troppo nei particolari, nel suo addio vergato per Repubblica, si limita a definirla “la squallida verità di una scelta miope”. Evita di buttarla in politica, perché sa perfettamente che puntare direttamente il dito contro il Pd espone chiunque -nell’universo del cinema italiano- a terribili conseguenze: messa al bando e fine di qualsiasi collaborazione futura.
Ed è questa la vera “squallida verità”.

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