FFAA e Forze dell’Ordine: arriva il nuovo contratto

Il Dipartimento della Funzione Pubblica è in pieno fermento. Tante api operaie ronzano intorno all’ape Regina in vista dell’imminente chiusura del Rinnovo contrattuale 2019/2021 che vede interessate le Forze di Polizia e quelle Armate. Un apparente clima di tumultuosa serenità aleggia a Palazzo Vidoni in quella che è la contesa per eccellenza tra Pubblica Amministrazione, Co.Ce.R. e Sindacati. C’è chi parla di “quiete prima della tempesta”, chi spera in un flop e chi, invece, è certo in qualche coup de théâtre dell’ultimo minuto. 

I tecnici che stanno lavorando al testo, ormai da un anno, pensano di aver gestito al meglio gli accordi con il Dipartimento della Funzione Pubblica, peccato che forse gli adepti del Ministro Brunetta (i tecnici appunto della Funzione Pubblica) credono di aver chiuso accordi con le Amministrazioni e sono altrettanto sicuri che i sindacati li seguano a ruota, senza alzare neppure un dito per avanzare anche la più piccola rimostranza. 

Nonostante la sicumera della P.A., dalle prime bozze trapelate si registra la mancanza del sigillo dei tutori del Personale e questo la dice lunga sul buon esito della “partita”. 

Quello che il Personale si aspetta è che determinate richieste avanzate dai Sindacati e dai Co.Ce.R. vengano prese in considerazione dalla centralità della Funzione Pubblica e che questa non si lasci abbindolare da pseudo accordi con le Amministrazioni che poi all’atto della firma del contratto,puntualmente, potrebbero saltare. 

Se ciò dovesse verificarsi, sarebbe uno smacco terribile per l’intero Governo e per il Ministro Brunetta che oltre ad aver puntato tutto su questo mandato, è già oggetto dei malumori dei tanti che hanno partecipato, senza al momento ottenere alcun riscontro, ai suoi rivoluzionari concorsi per snellire e svecchiare la P.A. 

Anziché fare di testa propria e soprattutto “i conti senza l’oste”, per rimanere in clima Capitale, sarebbe meglio se la Funzione Pubblica ascoltasse le richieste e i suggerimenti della parte sindacale. Nel solo ed esclusivo interesse dei lavoratori che poi è quello che dovrebbe davvero interessare Brunetta & Co. 

 

Commenti

  1. Ancora con il sig. Brunetta……..se non ricordo male era nel governo Berlusconi…mandati a casa perchè incapaci……e ora lo troviamo di nuovo …….. per fare cosa……darci delle solite briciole ….soliti pochi spiccioli……..il mio stipendio grazie a questa gente negli ultimi 10 anni si è ridotto di 500.00 euro mensili netti…..e voi parlate di 130,00 euro lordi di aumento….Ma vivete sulla terra o in un’altro pianeta……

  2. Aumenta tutto per minimo 5 volte rispetto all’aumento che ci danno dopo 4 anni.. non parliamo poi di pensioni che si raggiungerà appena il 1800 euro dopo quarant’anni di lavoro… mentre ci sono “loro” ovviamente i nostri “politici” che raggiungono quasi quella cifra solo dopo dopo 4 anni sei mesi e un giorno per arrivare all’agognata pensione. W l’Italia.

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