FS: Salvini ha vinto il “braccio di ferro” sul no alla conferma di Ferraris, ma ora anche per Donnarumma la strada è tutta in salita

Curioso ciò che accade intorno al rinnovo del vertice di Ferrovie. Dove Luigi Ferraris, malgrado la ormai scontata mancata conferma, vola felice e soddisfatto verso NETCO, ben contento che KKR, per quella poltrona di AD, abbia “bocciato” proprio la candidatura del suo “competitor” in FS, Stefano Donnarumma.

E adesso pare che abbia già comprato i popcorn per vedere come andrà a finire in piazza della Croce Rossa.

Perché se è vero che Donnarumma è la prima scelta del vicepremier Matteo Salvini, è anche vero che il leader leghista non si nasconde le difficoltà per riuscire a portarla a casa. E difatti, non è un caso che stia predisponendo anche un “piano B”.

Da animale politico qual è, Salvini sa benissimo quali e quante siano le riserve di Palazzo Chigi. Ispirate dalle riserve degli investitori istituzionali che saranno chiamati a dare una mano al governo nel piano di parziale privatizzazione previsto anche per FS.

E così, accantonato definitivamente il sogno di poter convincere l’AD di Autostrade, Roberto Tomasi (“onorato ma non ci penso proprio”) adesso si è concentrato su altri possibili nomi: uno interno ed uno esterno (ma operante sulla sua amata Milano).

L’interno è Gianpiero Strisciuglio, ora a capo di Rete Ferroviaria Italiana e l’esterno Arrigo Giana, AD e DG di ATM (Azienda Trasporti Milanesi).

Per ora, il “piano B” prevede questi due nomi. E se per caso le elezioni europee dovessero andare male per la Lega, Salvini potrebbe trovarsi indebolito e quindi nella condizione di dover accettare una soluzione di compromesso per piazza della Croce Rossa…

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