Giornalisti? No, contro la Meloni scendono in campo solo militanti dell’ antifascismo permanente

Non se ne può davvero più di questi sedicenti giornalisti che vanno in cerca di gloria antifascista nelle conferenze-stampa di Giorgia Meloni. Vi ricordate di quel supponente fogliante che iniziò la sua domanda sullo scontro con Macron con “ha imparato la lezione…”? Beh, fa il paio con il suo collega che ieri ha apostrofato la premier sul mancato omaggio alle bare dei morti di Cutro, gridandole “Ci doveva andare prima!”.
Non domande: sentenze, lezioncine di politica e ora anche grida da stadio, da curva. Il tutto, naturalmente, nel silenzio più assordante degli organi di categoria, specializzati solo negli interventi a sostegno dei giornalisti quando ci sia da strillare in difesa della libertà di stampa. Una vergogna assoluta.
E probabilmente ora andrà sempre peggio. Perché la rabbia per la crescente popolarità e del consenso verso la Meloni, sta provocando veri e propri attacchi isterici nelle redazioni zeppe di questi militanti truccati da cronisti. Oltretutto ringalluzziti dall’arrivo, al vertice del principale partito di opposizione, della “pasionaria” Elly Schlein.
Vedrete, siamo solo agli inizi…

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