I “due forni” di Veltroni: Corsera per fingersi solo giornalista e scrittore, Repubblica per tornare alla politica

Proprio vero: a volte ritornano. Come Walter Veltroni. Per anni ha fatto finta di aver abbandonato la politica, scrivendo “gialli” e riempiendo di pensosi editoriali e lunghissime interviste il “Corriere della Sera”, grazie alla condiscendenza del suo ex caporedattore all’”Unita’”, Luciano Fontana.
Ma ora che il suo Pd naviga in brutte e travagliate acque, non ce la fa proprio più a tenersi. A non tornare alla politica.
Però non lo fa sul giornale del quale è diventato una colonna. Non sarebbe elegante. E allora, fedele alla teoria dei “due forni” tanto cara alla bistrattata prima repubblica che l’ha visto sbocciare, sceglie “Repubblica” per farci sapere cosa pensa della situazione: quella mondiale e quella italiana.
Poteva Veltroni non allinearsi alle minacce autoritarie e un po’ fasciste che incombono ?
Certo che no. E difatti ci spiega che le “democrazie sono sotto assedio”, mettendo però sullo stesso piano le elezioni russe che confermeranno Putin e quelle americane che potrebbero riportare Trump alla Casa Bianca. Certo, come no.
Dopo essersi allineato al mainstream imperante sui media per quanto riguarda la politica estera, l’ex-segretario del Pd passa a fare altrettanto nei confronti della riforma costituzionale ipotizzata dal governo Meloni. Replicando la solita bocciatura per la riduzione dei poteri del Presidente della Repubblica.
Ecco, ma perché Veltroni -se davvero ha abbandonato l’idea di fare politica- non se ne sta zitto e buono a scrivere altri libri “noir” e altre  paginate di interviste sul “Corsera”? Perché non fa come Francesco Rutelli, che la rinuncia l’ha fatta davvero e si dedica solo all’ANICA?

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