La nazionalprivatizzazione dell’acqua nei desideri di Scaroni, Palermo, Rutigliano e …Caltagirone?

E’ un neologismo che ancora non esiste (per “la contradizion che nol consente”), ma rende l’idea di un progetto allo stato embrionale e comunque ugualmente già molto pericoloso: nazionalprivatizzazione. Di cosa? Dell’acqua.
Alcuni bene informati parlano di una lobby di cui farebbero parte il presidente dell’ENEL, Paolo Scaroni, l’amministratore delegato di ACEA, Fabrizio Palermo e Patrizia Rutigliano, attualmente anche lei nel CdA della multiutility e grande esperta di privatizzazioni fin dai tempi in cui, a Milano, curo’ quelle delle municipalizzate cittadine.
Bene, l’idea è quella di riuscire a far nascere una nuova Autorithy che gestisca tutta l’acqua a livello nazionale: acqua per l’agricoltura, acqua per i cittadini, acqua per l’industria.
La verità e’ che si vorrebbe -questo il sospetto- nazionalizzare l’acqua per poi  magari far gestire il business ad un privato.
Un nome a caso? Francesco Gaetano Caltagirone, per esempio, che già è ben presente nell’azionariato di ACEA (suo figlio Alessandro lo rappresenta nel CdA)
A che punto e’ il progetto? Esistono e girano nelle segrete stanze i dossier riservati. Uno dei quali sarebbe sulla scrivania del sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, azionista di maggioranza della multiutility, ex-ministro dell’Economia, grande protettore di Palermo fin dai tempi in cui l’attuale AD di ACEA era alla guida di Cdp e concordava col MEF la maxi-liquidazione a vantaggio dei Benetton per l’uscita del gruppo da Autostrade per l’Italia.

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