Le curiose smanie di apparire di Cairo e Berlusconi jr. rilanciano i sospetti di una discesa in campo

Per ora, di certo ci sono solo le indagini di mercato e i sondaggi che Urbano Cairo chiede in gran segreto ai suoi collaboratori; ma anche Piersilvio Berlusconi non scherza con le apparizioni a ripetizione con cui inonda il TG 5.
Tutte iniziative molto curiose, che finiscono per alimentare i sospetti che entrambi stiano studiando il gradimento per un’eventuale discesa in campo nell’agone politico.
Fantasie? Possibile. Ma allora non si spiega la necessità di sapere cosa pensino e come reagiscano lettori e telespettatori dei due gruppi editoriali.
Il “salvatore” del Corriere della Sera e di La 7 è senza dubbio il più attivo. E, come amano ricordare in via Solferino, ogni volta che pensa ad un nuovo progetto, cerca di tenere un profilo defilato. Un atteggiamento che però stride con la spasmodica necessità di ordinare e poi compulsare attentamente i risultati delle ricerche di mercato e dei sondaggi sulla popolarità, la simpatia e la stima che ha saputo creare intorno a se’.
A cosa punta davvero l’ex-assistente-imitatore di Silvio Berlusconi (quotidiani, settimanali, tv e perfino una gloriosa squadra di calcio)? Mistero.
E’ molto probabile che sia stato sincero quando ha escluso la possibilità di concorrere alla corsa come prossimo sindaco di Milano. Troppo poco per un ambizioso come lui. Resta la politica, quella vera.
Già, ma con chi, sotto quale bandiera? Quella del Pd o piuttosto di un soggetto tutto nuovo, magari di centro, ripercorrendo anche questa volta la strada del suo ex-maestro?
Staremo a vedere. D’altra parte, agli osservatori mediatici più attenti non è certo sfuggito il cambio di rotta del “Corsera” nei confronti
della premier Giorgia Meloni. Prima, grande attenzione e interesse, da qualche settimana articoli sempre più critici e affidati a giornalisti/e notoriamente anti-governativi/e
E perfino l’incontro del direttore Luciano Fontana (ex-capo redattore dell’Unita’) con John Elkann potrebbe non aver avuto affatto come oggetto i pezzi sulla rissa ereditaria della famiglia Agnelli, ma possibili intese editoriali di altro genere.
E veniamo a Berlusconi jr. Dalla morte del padre, ne sta combinando di tutti i colori pur di poter imprimere una svolta politica del tutto personale a Mediaset. Era il capofila degli anti-Mimun e invece, proprio quando sembrava che il direttore del TG 5 dovesse essere destinato all’avvicendamento, si è precipitato a Roma per rassicurarlo e confermarlo. A condizione di una maggiore visibilità sua personale e di una massiccia “cross promotion ” dei programmi di punta della rete. Missione compiuta.
Così, mentre i clamorosi “flop” delle trasmissioni affidate a Bianca Berlinguer e Myrta Merlino lo accreditano comunque a sinistra, Piersilvio non perde occasione di farsi incensare dal telegiornale di Mimun.
Solo vanità o anche in questo caso il discreto tentativo di crearsi un’immagine propria e indipendente da quella del padre (e da Forza Italia) per poi seguire Cairo sulla via dei sondaggi sul “gradimento politico”?
La risposta, sulle smanie dell’uno e dell’altro,  arriverà forse dopo le elezioni europee.

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