Le elezioni amministrative a Latina annullate dal TAR: le definizioni faziose e di comodo di media e giornalisti “tifosi”

Ma tu guarda, alle volte, come possono cambiare le definizioni. Per spiegare l’annullamento delle elezioni amministrative di Latina, giornaloni e media radiotelevisivi hanno fatto a gara per trovare i termini più “soft”: “anomalie”, “irregolarità”, “errori nei conteggi” etc etc. Nessuno che abbia avuto il coraggio di dire quello che è successo davvero: cioè che in almeno 22 sezioni ci sono stati brogli.
Brogli, volgarissimi brogli, che con ogni probabilità hanno capovolto l’esito della consultazione, favorendo l’elezione di Damiano Coletta (centrosinistra) ai danni di Vincenzo Zaccheo (centrodestra), che forse sarebbe stato  addirittura eletto al primo turno, senza bisogno di ricorso al ballottaggio.
E sono gli stessi giudici amministrativi ad avanzare una tesi che spazzerebbe via ogni ipotesi di comportamento meramente colposo, chiamando in causa evidenti responsabilità dolose. Perché quando si parla di “schede ballerine”, regolarmente vidimate, fatte uscire dal seggio con il nome del candidato sindaco preferito già scritto e poi sostituite con quelle consegnate in bianco all’interno, non può esserci altra definizione che quella di broglio.
Ma a questo punto, scatta puntuale il “soccorso rosso” dei giornalisti-tifosi e quindi compiacenti: anomalie, errori in buona fede, piccole irregolarità. Non sia mai che il centrodestra possa tentare di  speculare, diffamando la “gioiosa macchina da guerra” che ha portato alla vittoria del sindaco di sinistra.
Ecco, adesso dopo un po’ di commissariamento del Comune, vediamo come andranno a finire le nuove elezioni…

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