Leonardo: il Presidente Carta si allea con Arrogance Profumo, cioè con chi punta a salvarsi prendendone il posto

“Sindrome di Stoccolma”, definizione dal Dizionario di Medicina della Treccani: “Particolare stato psicologico che può interessare le vittime di un sequestro o di un abuso ripetuto, i quali, in maniera apparentemente paradossale, cominciano a nutrire sentimenti positivi verso il proprio aguzzino che possono andare dalla solidarietà all’innamoramento”. È praticamente ciò che sta accadendo in Leonardo tra il presidente Luciano Carta e l’amministratore delegato Alessandro Profumo. Perché malgrado l’ex-direttore dell’AISE sappia da tempo che Arrogance punti a prenderne il posto quando a primavera dell’anno prossimo scadrà il suo secondo mandato (e sempre che, nel frattempo, non arrivi da Milano un rinvio a giudizio per l’inchiesta MPS), ha deciso di diventare il miglior alleato dell’AD.
Le ultime mosse in seguito all’audit per il “D’Alemagate”, parlano chiaro. Per contenere le conseguenze degli accertamenti sulla regolarità o meno delle procedure interne, Profumo -d’accordo con Carta (o viceversa)- si sono inventati una genialata: far richiamare alla Farnesina per un incarico che solo lui potrà svolgere egregiamente, l’ambasciatore Sem Fabrizi, un diplomatico dalla carriera non troppo brillante che finora era a capo della Direzione Rapporti Internazionali dell’ex-Finmeccanica. Una sorta di “promoveatur ut amoveatur” (nuova acqua di colonia della linea di profumi Arrogance) per non far soffiare sul fuoco i media per il discutibile comportamento del diplomatico circa le sue interferenze con il collega Gherardo Amaduzzi a proposito degli accreditamenti del “clan D’Alema” in Colombia.

Fine della prima parte della vicenda. E adesso veniamo alla seconda. Se possibile, ancora più indicativa a proposito della “sindrome di Stoccolma” che ha colpito Carta. I rapporti internazionali, così come la Direzione dell’Internal Auditing, fanno parte delle deleghe assegnate al presidente. Bene, a parte le modifiche imposte all’audit dagli Affari Legali diretti dall’avvocato Andrea Parrella (su input di Profumo) e stranamente accettate senza troppi problemi da Marco Di Capua (che dovrebbe rispondere a Carta e non all’AD), sapete chi assumerà per ora “ad interim” le funzioni di Fabrizi? Non qualcuno che dipende da Carta, ma la Direzione Commerciale guidata da Pasquale Di Bartolomeo, quell’ex-Ad di MBDA Italia famoso per restare perennemente inchiodato alla sua poltrona invece di andare a vendere in giro per il mondo.

E da chi dipende Di Bartolomeo? Ma da Profumo, naturalmente. Che ora, grazie alle ardite alleanze con Carta, può ben dire di avere il completo controllo di Leonardo. Senza l’inutile sistema dei pesi e dei contrappesi.
Complimenti vivissimi. Possibile che non ci sia mai nessuno in grado di chiamare un’ambulanza senza bisogno di aspettare notizie dal Palazzo di Giustizia di Milano?

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