Malasanità, figuraccia del Bambin Gesù: bambina dimessa, salvata al Gemelli dalla peritonite

“Non c’è da preoccuparsi per questo mal di pancia, potete tranquillamente tornare a casa”. Così, venerdì scorso,  al pronto soccorso del Bambin Gesù, il cosiddetto “fiore all’occhiello” della sanità vaticana (e romana) avevano liquidato il caso di una bambina di quattro anni arrivata da Fabro (Terni) con forti dolori addominali. I genitori ci avevano creduto, ma nella notte i dolori si erano fatti sempre più forti, spingendoli a tornare in ospedale, questa volta ad Orvieto. Dove però la scena si era ripetuta, con sanitari ugualmente incapaci di diagnosticare di cosa la bambina stesse soffrendo. Febbrili consultazioni telefoniche con parenti e amici e alla fine la decisione di puntare sul Policlinico Gemelli. Qui, tutt’altro trattamento: analisi approfondite, individuazione rapida di un’appendicite e trasferimento d’urgenza in sala operatoria per scongiurare una incombente peritonite.
Ora la bambina sta bene, ha superato il brutto intervento e qualsiasi altra complicazione e presto potrà davvero tornare a casa.
Mentre i genitori valutano se procedere o meno per via giudiziaria nei confronti del Bambin Gesù e hanno ringraziato i medici del Gemelli per aver salvato in extremis la loro figlioletta, Sassate fa una scommessa con i propri lettori: che su questo clamoroso caso di malasanità non ci sarà un solo media capace di scrivere un articolo o confezionare un servizio radiotelevisivo.
Si sa, del Bambin Gesù si può parlare solo che bene. A maggior ragione se poi a fare bella figura ai suoi danni è il Policlinico Gemelli, le cui eccellenze pediatriche sono state smantellate proprio per privilegiare il nosocomio vaticano sul Gianicolo.

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