Mediaset tra le “gaffe” e le “grigie” vecchie e nuove dell’arrembante Scampini

Mediaset tra le “gaffe” e le “grigie” vecchie e nuove dell’arrembante Scampini

31 agosto 2026

“Che Dio ce ne Scampini e liberi…”. E’ la battuta che va rincorrendosi nei corridoi di Cologno Monzese dopo le “gaffe” e le “grigie” collezionate a ripetizione da Sabrina Scampini a 4 di Sera week end (ma non solo) il programma di attualità dell’access di Retequattro.

La conduttrice è stata protagonista sabato sera di un imbarazzante fuori onda. Dopo aver lanciato un servizio di sulle sconcertanti dichiarazioni del presidente del Pd Bonaccini sui votanti di destra, appena partito lo stacco ha tolto dal suo volto il sorriso e fatto la faccia seria con la regia.
“Ragazzi scusate, io non posso partire parlando di Alessandro Di Battista mezzo morto con la sigla a palla in studio.
Scusatemi eh, ma dai…vi rendete conto? Sto parlando di quello e Ta-ratata- ta-ra-ra-ra…”.
Il video, con la Scampini canterina che scimmiotta la sigla, ha fatto il giro dei social. E giu’ un’impietosa pioggia di commenti, come era prevedibile.
Ma non e’ la prima volta che la Scampini finisce sui social per una sua gaffe. Accadde ad esempio a “Stasera Italia” nel gennaio 2024. Stavolta non c’era, per dirlo alla maniera oxfordiana della Scampini, un “mezzo morto”. Era appena venuto a mancare il grande Gigi Riva. La Scampini, nel darne notizia, lo confuse con il “grande” Gigi Rizzi, celebre playboy. Tant’è che Dagospia subito tritolò “Trombo di tuono”, parafrasando lo storico soprannome del campione di calcio, “Rombo di tuono”.

Cose che capitano, si dirà. Un lapsus ci sta.

Quel che non ci sta è però il fuorionda. Lo sanno tutti, Striscia la notizia docet, che quando si e’ in diretta e l’auricolare è acceso, il silenzio e’ d’oro. E’ una regola che i professionisti del piccolo schermo seguono alla lettera ma che altri, come dimostra la Scampini, sembrano bellamente ignorare.
Domenica sera, nell’ultimo giorno di conduzione, la precisazione della Scampini. “Vi voglio dire due parole che riguardano un audio che ha fatto il giro del web.
Un audio che e’ partito inavvertitamente, involontariamente dal mio microfono, che e’ rimasto acceso durante un servizio. Ci tengo a chiarire che il mio disappunto era dovuto solo al modo in cui una notizia, che tanto e’ importante, tanto e’ delicata come la salute di Alessandro Di Battista, veniva data e mi dispiace chiaramente che quelle parole siano state ascoltate fuori contesto”.

E fuori contesto -per passare alle “grigie”- non e’ certo stato Massimo de Manzoni, il condirettore de la Verita’ intervenuto martedi’ 25 agosto a 4 di sera per parlare del programma del generale Vannacci. Anche in quest’occasione Scampini ha riservato al pubblico un’altra “chicca”.
“Ho detto come sempre quel che penso- scrivera’ l’indomani De Manzoni- che in quella montagna di pagine (troppe, onestamente), ci sono molte provocazioni, alcune proposte inaccettabili ma anche cose perfettamente normali e condivisibili ,tra le quali, appunto, l’enunciazione di principio che l’aborto non e’ un diritto”.

E cosa e’ accaduto nel programma a guida Scampini? “Sconcerto in studio…Sabrina Scampini, rimane
sbalordita e, assieme agli altri ospiti, manifesta il suo indignato dissenso. Le voci si accavallano”.
De Manzoni rampognato in una trasmissione “democratica” per aver affermato concetti simili a quelli di Vannacci. Da non invitarlo mai piu’.
“E allora -e’ lo spassoso racconto di De Manzoni- tiro fuori un foglio e leggo loro quello che pensava sull’argomento non il pericoloso fascista Vannacci, ma il segretario del Pci,
Enrico Berlinguer”.

E cosa diceva Berlinguer dell’aborto? “Anzitutto deve essere chiaro a noi stessi e agli altri che noi, in quanto fautori della legge 194, e anche in quanto comunisti, non difendiamo l’aborto, non lottiamo per la liberta’ di abortire, non riteniamo l’aborto una conquista civile,ne’ tantomeno un fatto positivo. Cosi’ come la legge non approva, ne’ favorisce in alcun modo l’aborto, cosi’ come le donne che hanno lottato per la fondazione di questa legge, e la societa’,lo Stato che tale legge hanno promulgato,ne’ accettano ne’ approvano l’aborto”.
Apriti cielo! Scampini resta letteralmente basita, quasi non crede a cio’ che sente. Non profferisce parola, un po’ come quei Vopos che assistono impotenti alla folla che piccona il muro di Berlino. “Lo sconcerto si tramuta in panico. Pierfrancesco Majorino non riesce a replicarmi di meglio che “si sciacqui la bocca prima di parlare di Berlinguer”.

Conclusione di De Manzoni: “I sinceri democratici del Pd, sempre pronti a dire agli altri cosa possono o non possono dire e come devono farlo”.