Certo, tra legge di bilancio e piano per il Recovery Fund, di tempo ce n’era poco. Indubbiamente. Ma il controllo politico sulle decisioni del MEF non può sparire quando ci sono in ballo scadenze come quella di Fincantieri e delle nomine nel comparto energetico.

A meno che non sia una scelta deliberata e poco importa se dovesse rivelarsi scellerata. Il ministro Gualtieri ed il suo vice Misiani, sapevano benissimo che oggi sarebbe scaduto il termine per le intese tra Fincantieri ed STX. Eppure, nessuno dei due si è mosso per contestare l’arroganza con cui la Francia (spalleggiata dai burocrati europei e dalla Germania, in difesa dei suoi ridicoli cantieri Meyer Werft) ha rinviato di un mese il termine per l’accordo definitivo sul controllo dei Cantieri di Saint Nazaire.

Scusa ufficiale: mancano alcuni documenti, tra i quali un demenziale studio sullo scenario del mercato crocieristico del dopo-pandemia. Falso e pretestuoso, perché Fincantieri ha fornito tutti gli incartamenti richiesti e lo studio sullo scenario è semplicemente impossibile da mettere a punto, in pieno tornado COVID. E allora come mai Gualtieri e Misiani, azionisti di controllo di Fincantieri sono rimasti in silenzio? Non è che per caso stanno dalla parte di Macron?<br>E veniamo al comparto energetico.

Nel silenzio più totale dei media (silenziati da chi?), ieri il prode Bubbico è riuscito a farsi nominare dall’assemblea di Acquirente Unico nuovo presidente e ad della società. E dopo neanche 24 ore, sono cominciate a circolare voci inquietanti sulla sua volontà di rinforzarsi con la nomina di ben tre DG. La lottizzazione marca LeU promossa dal trio Speranza-Bersani-Zaccardi (potentissimo capo di gabinetto del “Churchill della Basilicata”, dopo esserlo stato dell’ex-ministro e segretario Pd), insomma, sembra procedere alla grande.

Nell’indifferenza del MEF, dei suoi vertici e grazie anche alla delicata situazione della capogruppo GSE, dove la malattia dell’AD Moneta (che però trova il tempo per far causa all’azienda) certo non aiuta.

E in questo caos, a nessuno viene in mente di recuperare subito uno dei pochi manager competenti del settore, quel Peruzy sacrificato per far posto proprio al prode Bubbico. Mah…vediamo cosa ci porterà il 2021.

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Guido Paglia
Classe 1947, romano, è giornalista professionista dal 1973. Ha ricoperto l'incarico di Vicedirettore e Capo della Redazione Romana del Giornale durante la direzione di Indro Montanelli e di Direttore della Comunicazione del Gruppo Cirio-Del Monte e della Lazio Calcio con Sergio Cragnotti. Dal 2002 al 2012 ha lavorato in Rai come Direttore Comunicazione, Relazioni Esterne e Rapporti Istituzionali.

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