Mercato di Avellino: delibere, ricorsi e… minacce

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È da oltre sei mesi che va avanti la diatriba sullo spostamento del mercato bisettimanale di Avellino: lo scorso gennaio, il sindaco Gianluca Festa dispose la sospensione del mercato tenuto nel parcheggio dello stadio Partenio e, con una successiva ordinanza a febbraio, individuò la nuova location in Campo Genova, a 100 metri dalla vecchia sede.

Nel frattempo si sono aperti forti contenziosi tra l’amministrazione comunale e le varie associazioni che rappresentano gli ambulanti e i mercatali, con diffide, ricorsi al TAR e una contestazione da centinaia di migliaia di euro di tasse concessorie (relative al suolo pubblico) non pagate.

Forti attriti sono presenti anche all’interno delle varie associazioni, tra una parte di commercianti più dialogante ed una molto più “masaniella” ed intransigente formata dai duri e puri.

La novità è che ultimamente, nell’ambito di questa querelle che ormai va avanti da molti mesi, si stanno travalicando le regole del normale confronto civico: ecco che inaspettatamente spunta un audio in cui si ascoltano frasi minacciose: “noi ci stiamo proprio contro al sindaco di Avellino.. i venditori che vogliono andare a Valle non sono amici nostri, sono spazzatura, noi faremo di tutto per non farlo aprire, anche se dobbiamo prendere a schiaffi..”.

Poi prosegue “è inutile litigare tra di noi, se qualcuno che sta in mezzo a noi è una chiavica, è ‘na munnezz, deve rimanere tale , lo dobbiamo isolare da noi, si deve sentire come un verme… noi combattiamo fino all’ultimo respiro”.

Questo audio gira da alcuni giorni. Divenuto ormai virale, è un elemento che introduce potenziali scenari inquietanti in una questione che non fa lustro ad una città come Avellino che ha espresso ed esprime alcuni tra i più importanti e autorevoli personaggi delle istituzioni nazionali.

 

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