Papa Francesco e il “giallo” della scomunica al Gemelli: cosa c’è dietro?

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Da quattro anni, Papa Francesco evita accuratamente di farsi vedere al Policlinico Gemelli e all’Università Cattolica del Sacro Cuore. Ad aprile del 2014 era tutto pronto per riceverlo in pompa magna, con l’arcivescovo di Milano Scola (suo rivale in conclave) in prima fila. Macché. Con il servizio d’ordine già schierato, arrivò la ferale notizia: niente da fare, un terribile mal di testa bloccava il Pontefice nel suo miniappartamento di Santa Marta. Niente di grave, cercarono di minimizzare i comunicatori del Gemelli, è solo un rinvio. All’anima del rinvio: quattro anni e non si vede ancora la fine degli effetti di quel mal di testa. La realtà è che su quello che era definito “l’ospedale del Papa”, il cattolicissimo nosocomio dove i medici salvarono la vita a Giovanni Paolo II dopo l’attentato, grava una vera e propria “scomunica”. Sugli aspetti della quale, soprattutto per certi contorni massonici, si cerca di fare luce da quarantotto mesi. Invano. E allora sarà il caso di mettere insieme un po’ di fatti e di risvolti, come facciamo qui sotto.

1 COMMENT

  1. Con tutto il rispetto per questa testata che solo ora conosco, vorrei sapere perché di queste faccende non se ne vede in nessuna testata giornalistica più importante. Io sono una dipendente del Gemelli e sarebbe curioso far sapere in che condizioni di terrorismo ci fanno lavorare, di tale sfruttamento…Questo è il tanto blasonato policlinico Gemelli. E non posso firmare perché ho paura delle conseguenze.

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