La Rai ammette: con i soldi del canone paga il brigatista rosso Iannelli

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Nel silenzio generale di tutti i media, quelli che sono specializzati nel fare a gara con l’ANPI per segnalare anche i più ridicoli “rigurgiti fascisti”, la Rai è costretta a confessare: sì, è vero quanto denunciato da Sassate, il brigatista rosso Maurizio Iannelli lavora per viale Mazzini.

È toccato al direttore di Rai Tre, Franco Di Mare, incalzato in Commissione di Vigilanza solo dal deputato di Forza Italia Andrea Ruggieri, ammettere la sconcertante circostanza. L’ex-terrorista, uno dei capi della colonna romana delle BR, condannato a due ergastoli per una serie infinita di delitti e mai pentito o dissociato, lavora davvero come regista per il programma “Amore criminale” (come dire: l’uomo giusto al posto giusto) e quindi viene retribuito anche con i soldi del canone pagato dai parenti delle sue vittime.

Complimenti alla Rai. Naturalmente, Di Mare ha subito tenuto a dire di non essere lui il responsabile dell’inizio della collaborazione (ma ha taciuto il nome del colpevole), cercando poi di attenuare le responsabilità dell’azienda con il fatto che “per quanto orrendi siano i crimini commessi, Iannelli ha saldato i suoi debiti con la giustizia”. E ci mancherebbe pure altro. Anche se poi la libertà ottenuta dal terrorista biergastolano è soltanto frutto di una legislazione premiale di cui non dovrebbe poter usufruire chi non si è pentito o almeno dissociato da quella criminale militanza armata.

E così, per la Rai, la collaborazione di Iannelli può continuare tranquillamente ad andare avanti, con buona pace del coraggioso Andrea Ruggieri, vera mosca bianca in un Parlamento di pavidi pseudo-rappresentanti del popolo, pronti a mobilitarsi solo contro gli inesistenti pericoli per la democrazia provenienti da destra.

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