Rai, Giorgetti e la “grana” della ripartizione dei posti in CdA

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La prima “grana” che il nuovo sottosegretario a Palazzo Chigi, il leghista Giorgetti, si trova a dover affrontare, è quella della complicata ripartizione dei seggi in quello che sarà il prossimo Consiglio d’Amministrazione. Secondo la nuova legge, i posti a disposizione non sono più nove, ma soltanto sette: 2 di nomina governativa (uno dei quali indicato come futuro amministratore delegato, con gli stessi ampi poteri dell’attuale dg), 2 dalla Camera dei deputati, 2 dal Senato della Repubblica ed 1 in rappresentanza dei dipendenti dell’azienda di viale Mazzini. Il Presidente, poi, dovrà ottenere i voti dei soliti due terzi della Commissione di Vigilanza, cioè almeno 27 dei 40 membri. I 4 di nomina parlamentare, dovrebbero essere equamente distribuiti tra i gruppi maggiormente rappresentativi, vale a dire M5S, Lega, Pd e Forza Italia. I 2 di designazione governativa, uno ai grillini e l’altro alla Lega. Ma c’è un ma, grosso come una casa. Poiché il rappresentante dei lavoratori Rai sarà certamente di area piddina e comunque di sinistra, c’è il rischio che alla fine il partito sconfitto sonoramente alle elezioni, finisca con questa ripartizione per avere ben 2 consiglieri. Il che non è minimamente accettabile da parte dell’asse governativo M5S-Lega. Di qui, il rompicapo che Giorgetti è chiamato a risolvere. Magari recuperando un seggio per qualcuno che sia quantomeno “gradito” a “Fratelli d’Italia”, visto e considerato che i voti del partito di Giorgia Meloni potranno rivelarsi molto utili -soprattutto al Senato, astensione sulla fiducia a parte- per sostenere il governo giallo-verde. La trattativa è aperta.

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