Rai, il TAR ordina all’azienda di esibire il “libro unico del lavoro” per controllare le assunzioni dei giornalisti dal 2015

Ma non è che per caso la Rai ha assunto giornalisti scavalcando la graduatoria del concorso indetto nel 2014? Il dubbio sorge spontaneo di fronte all’opposizione di viale Mazzini a fornire queste indicazioni. Facendosi così “bacchettare” dal TAR, che le ha ora imposto di rendere noti i nomi di tutti i giornalisti assunti negli ultimi sette anni, cioè dal 2015.
La clamorosa decisione, che potrebbe portare ad un altrettanto clamoroso risultato, vista la battaglia dei legali dell’azienda per impedirlo, è frutto dell’ennesimo successo dall’avvocato Enzo Iacovino. Che insieme al collega Vincenzo Fiorini, assiste alcuni dei giornalisti dichiarati “idonei” al concorso del 2014, ma che non poterono comunque essere assunti dal momento che erano già stati “coperti” i posti per i primi 100 classificati. L’accordo prevedeva tuttavia che negli anni successivi la Rai avrebbe attinto alla lista degli idonei per le eventuali nuove necessità.
Invece, pare che ciò non sia avvenuto; che siano insomma stati privilegiati giornalisti estranei al concorso. E la decisa opposizione della Rai a rendere pubbliche le assunzioni perfezionate in questi sette anni, ha accentuato i sospetti. Di qui, il ricorso al TAR e l’intimazione dei giudici amministrativi ad esibire il “libro unico del lavoro” per accertare se ci siano state o meno irregolarità.

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