Rai: per fortuna c’è ancora qualcuno che ha il coraggio di denunciare la faziosità del “Corriere della Sera”

Non sappiamo se questa lettera verrà pubblicata dal “Corriere della Sera”,  se cioè Luciano Fontana avrà il coraggio di farlo. Nel dubbio, ci pensiamo noi di Sassate a farla circolare, almeno sul web. Perché è uno sfogo che merita attenzione e fotografa perfettamente il clima di insofferenza esistente tra i giornalisti (e non solo) del mondo Rai per la partigianeria all’interno del più diffuso quotidiano italiano sui problemi di viale Mazzini.
“Gentile Direttore,
sono Vittorio Argento, fino al 2020 vicedirettore dei Gr Rai. Questa mattina ho disdetto l’abbonamento al Corriere on-line. L’ho fatto con molto rammarico. Pensa che quando ero bambino (ho quasi 66 anni) leggevo il Corriere stendendolo sul tappeto del salone perché la mia “apertura di braccia” non mi consentiva di sfogliarlo.
L’ho disdetto perché il “taglio” del tuo giornale non incontra più il mio modo di pensare. Sono un liberale convinto e certe sbrodolature liberal non mi piacciono.
L’ultima, stamattina. L’articolo di Maria Teresa Meli (la sorella lavorava con me al Gr) sulla protesta di Schlein davanti alla Rai. C’era anche il neo sindacato UniRai (al quale non sono iscritto). Perché nemmeno una parola sull’Unirai, nessuna considerazione sul fatto che la sinistra, negli anni, ha fatto esattamente quello che il PD rimprovera a Meloni? Lo ha scritto il Fatto, ed è semplice cronaca. Perché non lo fa il Corriere? Vengo da 30 anni di Rai dove i partiti (quelli di sinistra in testa) hanno fatto carne da porco. Metti in pagina un pezzo sulla protesta del PD in viale Mazzini e non c’è una riga sull’altro neonato sindacato. È indecente, dai! Il Corriere era ed è il giornale al quale sono legato, ma non così.
Buon lavoro!”
C’è altro da aggiungere?

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