RAI, prepariamoci alla nuova ondata di polemiche su TeleMeloni e le “fiction revisioniste”: peccato siano timbrate Pd

Chiuso tra oggi e domani il modesto capitolo tratto da  “La Storia” di Elsa Morante, Rai Uno sta per mandare in onda due  pericolosissime fiction “revisioniste” (ma solo secondo i criteri dell’antifascismo dilagante): “La lunga notte” sulla seduta del Gran Consiglio del 25 luglio e “La Rosa dell’Istria” sul dramma della popolazione giuliano-dalmata.
Già pare di leggere e sentire le lamentazioni: ma come, soltanto due giorni dopo la “Giornata della Memoria” la Rai programma -e per tre giorni di seguito, 29,30 e 31 gennaio- la fiction sulla caduta del fascismo, con un’orgia di camicie nere e saluti romani? E non contenta, il lunedì successivo raddoppia la marcatura sulla tragedia delle foibe? Vergogna, ecco cos’è diventata viale Mazzini con TeleMeloni.
Peccato che queste due fiction non siano nate, approvate e sviluppate dopo la vittoria del centrodestra del 25 settembre 2023, ma prima, molto prima. Cioè durante la gestione Soldi-Fuortes, con il contributo della consigliera Francesca Bria designata dal Pd (quella che adesso cerca di sistemarsi la coscienza votando da sola contro il piano industriale); da quel CdA dal quale era stato estromesso l’attuale DG Giampaolo Rossi, perché non ci doveva essere alcun rappresentante dell’unico partito di opposizione, FdI.
Quindi, occhio a chi proverà a rilanciare le polemiche strumentali sul nuovo fascismo incombente e sulla Rai che gli fa sponda.
Perché-come direbbe l’ immortale Totò’- “…cca nisciuno e’ fesso”!

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