Rai: Produzione Tv, ultimo (check)atto

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Venti gelidi spirano, in questo afoso inizio d’estate, nelle stanze dei capoccioni della Produzione TV a Roma; al primo piano della palazzina uffici di Via Teulada 66, al secondo piano della palazzina G1 e nei corridoi della palazzina E di Saxa Rubra dove girovagano e starnazzano dirigenti,  funzionarietti e caporali di giornata della Produzione televisiva la frase più pronunciata è: “quanno lo saprà er Pelato (Salini, Ad Rai) pe noi è finita”.

Sembrerebbe, infatti, che il faraonico progetto, denominato “Regie Flight Case over IP”, voluto dal Generalissimo Direttore della Produzione Roberto Cecatto e dai suoi Colonnelli, sia destinato a divenire un colossale flop ingegneristico-produttivo.

Il sogno , di essere i primi al mondo ad allestire delle regie totalmente basate su protocollo IP, si sta trasformando in un incubo : nelle due regie pilota – la Flight Case 6 al Saxa Rubra 3 e la Flight Case 7 al Nomentano 3 – sembrerebbe che si siano evidenziati gravi problemi tecnici, molte incompatibilità tra i vari apparati che non garantirebbero il normale svolgimento delle dirette televisive.

Anche se il sistema è concepito e strutturato in maniera ridondata con due server paralleli, uno di riserva all’altro, le maggiori criticità sarebbero i protocolli dei sistemi che processano i vari segnali: i complessi macchinari che gestiscono i flussi dei dati non sono completamente compatibili tra loro, essendo costruiti da produttori diversi.

Un ulteriore grave problema riscontrato riguarda i tempi di riavvio del sistema che per un riavvio parziale si quantifica in alcuni minuti ma per un riavvio totale del sistema si può superare una mezz’oretta abbondante, tempi non proprio televisivi.

In caso di crash del sistema ancora non si capisce come realizzare una procedura di emergenza che possa, in tempo reale, garantire la continuità della diretta televisiva.

Il problema più grave ed, ad oggi, irrisolvibile è la perdita, occasionale e casuale, di sincronismi tra i migliaia di flussi dati che costituiscono i segnali video ed audio; ogni tanto si generano dei disturbi audio, ironicamente delle “pernacchie”, ossia delle “flatulenze digitali” che tolgono il sonno a molti capoccioni e capoccetti della Produzione televisiva della Rai-TV.

In molti si chiedono se nei 6/7 mesi di prove effettuate nella regia  Flight Case 7 al Nomentano 3 nessuno dei tecnici , delle riprese esterne ivi ubicati , avesse segnalato  ai loro capi, i malfunzionamenti che oggi stanno facendo arenare quello che doveva essere il progetto più avanzato a livello mondiale di televisione broadcast Over Ip.

Un progetto che a sentire i bene informati costerebbe alcune  decine di milioni di euro ed il cui probabile flop bloccherà per un lungo periodo quella tanto attesa innovazione tecnologica, quel salto quantistico che riporterebbe veramente il Servizio Pubblico Radiotelevisivo ai fasti di un tempo quando erano gli americani e i giapponesi a venire in Italia per imparare il mestiere televisivo.

Il tutto ovviamente accade nel silenzio tombale dei sindacati che ultimamente sono occupati in dissertazioni metafisiche inerenti la ontologia dei buoni carburante, dividendosi, da buoni italioti, in gasolisti o benzinai; ma come qualche collega più smaliziato ci segnala , la vera preoccupazione dei sindacalisti, quelli furbi, è la prossima assegnazione del ricco piatto dell’appalto del fondo sanitario aziendale, prossimo a scadenza. W la Rai !!!!

 

 

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