Rai: anche Viale Mazzini ha il suo “rieccolo!”; ma non è un Fanfani, solo Minoli

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Stavamo in pensiero. Perché erano già parecchi mesi che “l’inventore della televisione” non si faceva sentire. Ma ecco che, messasi in moto la macchina per il rinnovo dei vertici Rai, Giovanni Minoli scende per l’ennesima volta in campo.

E in un’intervista al Corriere della Sera comunica all’inclita e al volgo il suo manifesto elettorale su come rivoluzionare il servizio pubblico. Essendo notoriamente un tipo modesto, dice che si accontenterebbe di fare il consigliere. Ma si sa benissimo che lui punta sempre in alto, molto in alto. Non ha più l’età (76 anni) per aspirare alle cariche operative di Ad o di Dg, ma per la presidenza si riterrebbe perfetto.

E per favore, risparmiategli le consuete ciance su un possibile conflitto d’interessi, solo perché ha una moglie ed un cognato che con la Lux Vide fanno già la parte del leone nel campo delle fiction. Che colpa ne può avere lui? Prendetevela casomai con l’ex-candidata Ad Tinni Andreatta (e meno male che almeno questo pericolo la Rai l’ha potuto evitare, malgrado il “bravissima” che gli concede Minoli senza fare riferimento ai familiari beneficiati)

Lui è talmente buono e bravo che se potrà rimettere piede in viale Mazzini, è disposto perfino a rinunciare a quei diritti su “La storia siamo noi” che l’ex-DG gli concesse benevolmente, rischiando un’azione di responsabilità. E qualcuno si ricorda del contratto-monstre  per le triennali celebrazioni dell’Unita’ d’Italia? O della “grana” per la soap Agrodolce, per la quale firmò un impegno che non poteva prendere? Macché, acqua passata…Pinzillacchere direbbe Totò. Sappia il Parlamento che Minoli è a disposizione.

Ha già bell’e pronto anche un programma che non ha voluto svelare neppure al Corriere della Sera. Magari con lui in video…Certo, come no: una chicca per far fare bella figura a tutto il prossimo CdA.

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