
Ranucci: dall’articolessa post-ferie di Giannini sul woke alla difesa dell’immagine di Trocchia per il “caso molestie” alla Presutti
Come al solito: una notizia buona ed una cattiva. La buona è il rientro dalle ferie di Massimo Giannini; la cattiva e’ che l’ex-direttore della Stampa ha preferito far finta di niente sulla vicenda Ranucci/Report, concentrando il ritorno all’editoriale per Repubblica sulla cruciale questione del woke. Non con un tradizionale articolo di fondo, ma con una chilometrica articolessa di stampo scalfariano. Già, perché avendo avuto modo di esprimere tutto il suo orgoglio per aver potuto consegnare personalmente a Ranucci il premio intitolato al fondatore di Repubblica (vedi foto) ormai si sente evidentemente il suo erede.
“Un piacere e un onore -aveva spiegato- conferire il premio Scalfari a Sigfrido Ranucci, amico e professionista con la schiena dritta, in un tempo in cui ai giornalisti si fanno attentati e i giornali vengono svenduti”.
Ecco, appunto. Torni dalle vacanze e invece di correre in soccorso del tuo amico “con la schiena dritta”, appena
esautorato da TeleMeloni dalla conduzione di Report e gli preferisci il dilemma sul woke? Curioso, no?
Così come sono assai curiosi i silenzi di tutti i giornalisti autenticamente democratici su Giulia Presutti, scelta con Daniele Piervincenzi come nuova conduttrice di Report.
Viene tenuto nascosto da quasi tutti che e’ entrata in quella redazione dopo aver frequentato la scuola di giornalismo e aver fatto una lunga gavetta, culminata con il primo posto al concorso attraverso il quale la Rai ha sanato decine e decine di posizioni irregolari un po’ dappertutto.
Quindi, una brava e meritevole. Ma che comunque ha uno scheletro nell’armadio: aver denunciato le molestie sessuali da parte di due colleghi “militanti” della sinistra giornalistica, Nello Trocchia del Domani e Sara Giudice de La7; denuncia poi archiviata dalla magistratura romana, malgrado l’opposizione della presunta vittima del “me too” all’amatriciana.
Come al solito, quando si tratta di vicende giudiziarie che riguardano la sinistra, e’ subito scattata la “protezione mediatica”, quella stessa protezione sui proscioglimenti mai riconosciuta nelle sue inchieste proprio da Report e dai suoi estimatori e sostenitori vecchi e nuovi. Perfino Trocchia, che pure scrive dell’inchiesta sull’attentato sul Domani, ha ritenuto di far cenno a quell’oscura vicenda.
Insomma, ipocrisia e censure mediatiche a tutto campo. Complimentoni.


